CuriositàLaika, lanciata nello spazio a morire di terrore

18/08/2017 - 16h

La cagnolina Laika fu lanciata nello spazio a morire di terrore  3 novembre del 1957 a bordo dello Sputnik. Ricordiamo come andarono realmente i fatti e il sacrificio atroce e inconsapevole di un essere che avrebbe certo preferito vivere una normale vita da quattrozampe piuttosto che essere ricordato nei secoli come il primo cane a morire nello spazio. Laika per noi è una ferita sempre aperta. Lei e tutti gli animali-cavia come lei,  che non hanno potuto dire “No, non voglio, non usarmi, ho paura, lasciami nella mia vita”. (LD)

Nel corso degli anni Cinquanta e Sessanta, nell’ambito del programma spaziale sovietico, l’Urss ha usato diversi cani per i voli spaziali suborbitali ed orbitali. Non dimentichiamo neppure loro.

Di seguito, un bellissimo articolo su Laika scritto da Vittorio Zucconi il 29 ottobre 2002 - La Repubblica.

L’animale fu spedito in orbita sullo Sputnik nel ’57 i russi dissero che aveva resistito 7 giorni: non era vero.

Laika non visse nello spazio la cagnetta morì dopo il lancio

WASHINGTON – Il cane che rincorse le stelle avrebbe di molto preferito continuare a rincorrere gatti e ciclisti per le strade di Mosca, se avesse potuto decidere lei, ma Laika non era un cane qualsiasi. Era un soldato, una bandiera, un latrato di battaglia, un monumento che l’Urss voleva costruire a se stessa con il materiale della Guerra fredda, con i motori, i missili, le ambizioni e, soprattutto, con le bugie della propaganda. Laika, la bastardina arruolata dagli accalappiacani di Kruscev nei vicoli di Mosca per essere la prima creatura vivente spedita in orbita, non morì la morte indolore nello spazio dopo una settimana di orbite, che la propaganda ci aveva raccontato allora, ma una morte orrenda e struggente, inscatolata nel minuscolo Sputnik, poche ore dopo il lancio. Il suo cuore di cane fu schiantato dal panico e dalla solitudine incomprensibile.

Un’altra delle perenni menzogne del potere in Russia, sovietico e non soltanto sovietico, viene a galla dopo 45 anni, dalla confessione di uno degli scienziati di quel programma spaziale che, tra il primo bip dello Sputnik e il viaggio di Gagarin attorno alla Terra, doveva essere la dimostrazione dei trionfi Socialisti sul nemico Capitalista. La prova della profezia di Nikita Kruscev all’Occidente, “in dieci anni vi seppelliremo”.

Laika, insieme con Mushka e Albina, due altri cagnetti presi a caso tra i bastardini nelle vie della capitale, era stata scelta per la sua docilità, per la sua resistenza alle prove d’accelerazione nella centrifuga della “Città delle Stelle”, la Houston alle porte di Mosca e, dannazione dei piccoli, per le sue dimensioni contenute. Non c’era molto spazio per ospitare un cane dentro lo Sputnik 2 dal peso totale di 108 chili, che i vettori sovietici erano in grado di sparare in orbita in quel novembre del 1957. Ma per piccina e mansueta che fosse, Laika era pur sempre un cane e ci volle tempo per adattarla a quel viaggio.

Con le sue compagne fu messa nel frullatore della centrifuga che le spingeva il cuore fino a tre volte il ritmo normale delle pulsazioni cardiache, nella paura e nella fatica di pompare il sangue nel corpo schiacciato dall’accelerazione gravitazionale. Aveva, dice ora lo scienziato russo, una tendenza a soffrire di panico, perché il cuore impiegava poi il triplo di tempo rispetto alle sue compagne, prima di tornare a velocità normale.

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Articolo tramite: youanimal.it

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