Cronaca

Milano, al liceo Brera: «Ora i nostri studenti trans possono cambiare il nome»

  • Per gli studenti del liceo artistico di Brera, a Milano, cambiare il proprio nome non sarà più un problema.
  • Largo spazio alla libertà d’espressione. Per gli studenti del liceo artistico di Brera, a Milano, cambiare il proprio nome non sarà più un problema. Nel regolamento d’istituto, il liceo di via Hajech ha introdotto la “carriera alias”: il cambio del nome sui documenti scolastici per coloro che hanno intrapreso un percorso di transizione di genere.

    La novità del Brera ha avuto già un eco importante: molte chiamate da parte di altri presidi delle scuole di Milano e dell’hinterland che vorrebbero seguire la stessa strada. Definito un “atto di rispetto”, il cambio nome è stato approvato in toto dalla dirigente Emilia Ametrano, che mira alla massima accoglienza, al rispetto delle differenze e alla prevenzione di tutte le forme di discriminazione.

    «È il riconoscimento di un percorso almeno psicologico per un cambiamento di genere rispetto a quello anagrafico. Nella nostra scuola abbiamo stipulato un accordo con il nostro gestore del registro elettronico (Spaggiari) affinché sia modificato il nome anagrafico in quello scelto dall’alunno o alunna e sia visibile dalla famiglia in tutte le sezioni del Registro. Al contrario, i docenti lo visioneranno solo in alcuni punti. Negli scrutini e sul diploma di Maturità si manterrà il nome originario, a meno che non ci sia la sentenza di un Tribunale».

    Quando avete ricevuto le prime richieste di cambio nome?

    «La prima richiesta mi è pervenuta ad aprile dello scorso anno scolastico, quando la scuola ha iniziato nuovamente a svolgere lezioni in presenza dopo il secondo lockdown. Il fenomeno del cambiamento di genere si sta sempre più anticipando come età e quindi abbiamo deciso di recepire questa esigenza che lo scorso anno ci è stata segnalata da parte della famiglia di uno studente in transizione. Mi dispiaceva vedere la sua sofferenza e così ho deciso di agire».

    È stato un percorso difficile?

    «Il primo ostacolo è stato burocratico, perché il registro elettronico non permetteva di inserire un codice fiscale femminile e un nome maschile: lo rigettava. Così la scuola si è mossa ed è riuscita a trovare una soluzione informatica per risolvere questo ostacolo. E ci è riuscita».

    Quanti ragazzi hanno fatto richiesta?

    «Finora tre, ma sappiamo di famiglie che si stanno consultando con le équipe psico-pedagogiche che seguono i figli per avanzare la richiesta di Carriera Alias».

    I ragazzi si sentono più vicini alla scuola?

    «Il Liceo Artistico di Brera è una scuola particolarmente inclusiva per sua stessa organizzazione, tanto che vi sono iscritti circa 520 alunni con bisogni educativi speciali. Questa delibera è un ulteriore chiaro segnale di ascolto».

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