La vicenda di Mario Roggero, il gioielliere piemontese, ha suscitato ampio dibattito pubblico, dividendo l'opinione pubblica tra chi vede in lui un simbolo della paura dei commercianti e chi sottolinea l'importanza del rispetto delle decisioni giudiziarie. La sua storia ha guadagnato nuovamente attenzione a seguito della diffusione di materiali che documentano un brutale episodio subito anni prima della rapina che si è conclusa tragicamente.
Questi materiali, sebbene noti agli inquirenti, erano poco conosciuti dal grande pubblico e mostrano il contesto in cui si è sviluppata la reazione di Roggero agli eventi successivi. In particolare, le immagini di una violenta rapina subita nel 2015 nel suo negozio a Grinzane Cavour, provincia di Cuneo, sono state fondamentali per comprendere le motivazioni dell'uomo.

Mario Roggero, le foto del pestaggio in gioielleria
Durante il processo, queste immagini sono state esaminate dai giudici per valutare il contesto dell'accaduto. Mario Roggero, all'età di 72 anni, è stato condannato in via definitiva per l'omicidio dei rapinatori Giuseppe Mazzarino e Andrea Spinelli, ma la sua storia personale di vittima di aggressioni ha influenzato il dibattimento.

Le immagini diffuse mostrano Roggero durante l'assalto, con il volto insanguinato e i rapinatori che devastano il negozio. Queste scene hanno documentato non solo la violenza dell'aggressione, che ha causato a Roggero la frattura del setto nasale e una prognosi di 25 giorni, ma anche il suo impatto psicologico a lungo termine.

Infatti, è emerso che dopo l'aggressione Roggero ha sviluppato un disturbo post-traumatico da stress, condizione confermata durante il processo da un perito della Corte di Assise di Asti. Questo aspetto è stato cruciale per comprendere la reazione del gioielliere durante la rapina successiva, mostrando come gli eventi passati abbiano avuto un impatto significativo sul suo stato mentale.