Padre, madre e figlia di 5 anni trovati morti a Roma: cosa resta da chiarire sulla tragedia di Pietralata Cronaca

Padre, madre e figlia di 5 anni trovati morti a Roma: cosa resta da chiarire sulla tragedia di Pietralata

La scoperta di una tragedia familiare ha scosso il quartiere di Pietralata a Roma. All'interno di una villetta in via dell'Antracite, sono stati rinvenuti i corpi senza vita di un’intera famiglia, lasciando molti interrogativi aperti nonostante le prime ipotesi investigative.

Le vittime sono Luca Abbasciano, la moglie Valentina Pambianco e la loro piccola Bianca, di soli cinque anni. Accanto a loro è stato trovato anche il cane di famiglia, anch'esso deceduto. Tutti presentavano ferite compatibili con colpi d’arma da fuoco e nell’abitazione è stata recuperata una pistola regolarmente detenuta.

La tragica scoperta nella villetta

L’allarme è scattato grazie a un parente preoccupato per l’assenza di contatti con la famiglia. Verso le 13 del 31 agosto, i vigili del fuoco sono intervenuti forzando la porta della casa. All’interno hanno trovato i corpi dei tre membri della famiglia nella camera da letto matrimoniale, dove giaceva anche il cane.

Subito dopo sono arrivati i carabinieri della Compagnia Montesacro e il medico legale, che hanno confermato che le lesioni erano dovute a colpi d’arma da fuoco, dando così avvio a un’indagine complessa volta a ricostruire gli ultimi momenti trascorsi nella casa.

Chi erano le vittime

Luca, 42 anni, lavorava come tecnico informatico, spesso in modalità smart working; Valentina, 41 anni, aveva abbandonato il lavoro per prendersi cura completamente della figlia Bianca, affetta da una grave disabilità che ha influenzato profondamente la vita familiare. La famiglia era seguita dai servizi sociali per supporto sia economico sia assistenziale, anche se il presidente del IV Municipio, Massimiliano Umberti, ha escluso che fossero in condizioni di marginalità.

Elemento chiave: la pistola trovata in casa

Tra le prove rinvenute vi è una pistola Glock, regolarmente registrata e intestata a Luca Abbasciano, che era in possesso del porto d’armi. Questo fatto rappresenta un dettaglio cruciale per l’inchiesta, ma non risolve ancora il dubbio principale: chi ha effettivamente impugnato l’arma e in quale ordine sono avvenuti i colpi fatali.

L’indagine deve inoltre ricostruire i movimenti all’interno dell’abitazione nelle ore precedenti e chiarire la sequenza delle morti, compresa quella del cane.

Le lettere rinvenute confermano l’ipotesi dell’omicidio-suicidio

Un importante riscontro investigativo è dato dal ritrovamento di diverse lettere indirizzate a vari familiari. Questi messaggi contengono volontà e indicazioni da parte della coppia riguardo a ciò che sarebbe dovuto accadere dopo il ritrovamento dei corpi, suggerendo una pianificazione della tragedia.

Tuttavia, tali documenti non chiariscono chi abbia materialmente premuto il grilletto né l’esatta successione degli eventi, lasciando ancora aperte molte domande.

Assenza di tensioni evidenti tra i coniugi

Le prime indagini non hanno evidenziato particolari conflitti tra Luca e Valentina, un elemento che rende la ricostruzione ancora più complessa e richiede prudenza prima di trarre conclusioni definitive.

Al momento, gli investigatori considerano le lettere uno degli indizi più importanti a sostegno dell’ipotesi di un omicidio-suicidio, ma la dinamica precisa resta da accertare attraverso esami medico-legali, balistici e ulteriori riscontri.

Il fulcro dell’indagine rimane quindi individuare con certezza chi abbia sparato, per poter ricostruire la sequenza degli eventi e comprendere cosa sia realmente accaduto nelle ore precedenti alla tragedia che ha sconvolto Pietralata.

Villetta di Pietralata

Tags
omicidio-suicidiopietralataromafamigliaindaginearmi da fuocotragedialetterecarabinieriprocura