Il Parlamento italiano, su richiesta del premier Mario Draghi, ha approvato l'invio di missili anticarro e altro materiale bellico destinato all'esercito ucraino e ai civili che combattono casa per casa contro Putin. Sul significato e le conseguenze di questo passo politico chiediamo un'analisi al generale di Corpo d'Armata Vincenzo Santo, ex capo di Stato Maggiore della Nato in Afghanistan.
Generale Santo, l'invio di armi equivale tecnicamente a una dichiarazione di guerra dell'Italia alla Russia?
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