Il generale Vincenzo Santo: "Putin vuole anche il Baltico, va fermato anche con le cattive" Cronaca

Il generale Vincenzo Santo: "Putin vuole anche il Baltico, va fermato anche con le cattive"

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«In linea teorica sì, siamo in una situazione di coinvolgimento attivo con una delle parti in guerra. Tuttavia, per esempio, non mi aspetto che i russi mandino un aereo da caccia intercettore Mig a bombardare alla stazione di Trieste un convoglio destinato all'Ucraina. Né che lo facciano nel tragitto attraverso Austria, Repubblica Ceca e Slovacchia (l'Ungheria, come è noto, non ammette questi transiti). Ma non stupiamoci se un commando di speznatz (così si chiamavano i corpi speciali dell'ex Unione sovietica), travestiti da camionisti lo facciano saltare in aria».

Dunque i rischi di un coinvolgimento italiano diretto nel conflitto dopo l'invio delle armi sono per fortuna, almeno per ora, più teorici che reali? E, detto questo, è utopistica o realistica la minaccia di una possibile escalation nucleare, fra l'altro annunciata dallo stesso capo del Cremlino?

«Purtroppo non siamo nella testa di Vladimir Putin e del suoi generali. Non è affatto scontato che dalle armi convenzionali si passi a quelle tattiche nucleari. Tutto dipende dall'efficacia o meno dell'offensiva in atto, se rallenta o se fallisce, ma nulla escluderebbe la tentazione dell'azzardo nucleare da parte dei russi. Va comunque precisato che, ove si avesse evidenza che la Russia sia in procinto di lanciare un missile balistico (che sia nucleare o meno è difficile saperlo in anticipo), la Nato o soltanto gli Stati Uniti d'America potrebbero intervenire con un attacco preventivo, legittimo in termini di diritto internazionale, senza attendere l'attacco vero e proprio sul territorio occidentale».

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