Siamo nel campo delle peggiori e allarmistiche previsioni, ma è bene tenerle presenti. A riguardo, le propongo due scenari: occorre comunque fermare Putin a tutti i costi, con sanzioni sempre più severe? E nondimeno è saggio, a livello strategico, lasciare sempre al dittatore russo una via d'uscita?
«Non c'è dubbio che Putin debba essere fermato con le buone o con le cattive. Sta seguendo la "teoria del prospetto", ovvero quella che 30 anni fa Robert Jervis adattò alla guerra prendendola in prestito dall'economia comportamentale: quella stessa teoria che spinge il presidente russo a fare una guerra subito per non avere probabilmente fra dieci anni i missili della Nato puntati contro Mosca. Se non lo si ferma ora e subito, nessuno ci assicurerà che Putin, dopo l'Ucraina, non alzi la posta in gioco e pretenda, ad esempio, di occupare militarmente Kaliningrad, enclave russa tra Polonia e Lituania con accesso al mar Baltico».