Curiosità

Glioblastoma, trovata la chiave per predire la sopravvivenza del paziente

  • Un nuovo studio condotto da un gruppo di esperti provenienti da diverse università e dall'Istituto Oncologico Veneto (IOV) di Padova ha apportato nuove informazioni sul tumore cerebrale più comune e maligno, il glioblastoma. La ricerca, guidata dal Prof. Maurizio Corbetta, un esperto in Neurologia e Direttore della Clinica Neurologica presso l'Ospedale Università di Padova, rappresenta un importante progresso nella comprensione e nella diagnosi di questa terribile malattia.

    Glioblastoma, un tumore maligno e senza pietà

    Il gligarzzoblastoma è famoso per la sua estrema aggressività e la mancanza di trattamenti efficaci.

    Fino ad ora, la maggior parte delle ricerche si è concentrata sulle caratteristiche peculiari di questo tumore, come le mutazioni genetiche e la risposta del sistema immunitario. Tuttavia, questo nuovo studio ha dato rilevanza a un aspetto fondamentale: la densità delle connessioni neurali nella zona in cui si sviluppa il tumore.

    Il cervello umano è composto da una intricata rete di neuroni collegati tra loro, conosciuta come connettoma, che funge da "strade" di comunicazione tra le diverse aree cerebrali. Gli scienziati hanno scoperto che la prognosi del glioblastoma è strettamente legata a questa rete di connessioni neurali.

    In particolare, quando il tumore cresce in zone con una densità elevata di fibre neurali, la sopravvivenza del paziente si riduce significativamente, mentre è migliore quando il tumore si sviluppa in regioni cerebrali con una densità di fibre più bassa.

    Il glioblastoma, la sua diffusione dipende dall'area in cui si sviluppa

    Gli autori suggeriscono che questo può essere attribuito al fatto che, quando il tumore si sviluppa in zone con una grande densità di fibre, ha maggiori possibilità di diffondersi rapidamente ad altre parti del cervello, rendendo così il trattamento più difficile.

    Questa scoperta apre la strada a un nuovo metodo diagnostico non invasivo che potrebbe predire la sopravvivenza dei pazienti con tumori cerebrali.

    Il metodo sviluppato dal Prof. Corbetta, insieme al ricercatore Alessandro Salvalaggio e all'assegnista Lorenzo Pini, permette di calcolare l'indice di densità delle fibre nella zona in cui si sviluppa il tumore utilizzando solo le immagini di risonanza magnetica cerebrale, un esame di routine che tutti i pazienti effettuano prima dell'intervento chirurgico.

    Il Prof. Corbetta ha commentato i risultati dello studio dicendo che "questa ricerca dimostra come l'approccio al glioblastoma debba prendere in considerazione le caratteristiche specifiche del cervello umano. Queste scoperte non solo hanno portato alla creazione di un nuovo metodo diagnostico non invasivo, ma forniscono anche spunti per lo sviluppo di nuovi approcci terapeutici".

    Questa scoperta rappresenta un passo avanti cruciale nella lotta contro il glioblastoma e dà speranza ai pazienti affetti da questa malattia devastante.

    Gli sforzi futuri potrebbero concentrarsi sulla personalizzazione dei trattamenti in base alla densità delle connessioni neurali nella zona del tumore, aprendo la strada a una nuova era nella diagnosi e nel trattamento di questa forma di cancro cerebrale.

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