Cinque milioni e mezzo di residenti della città di Anyang, nella provincia di Henan, hanno avviato il confinamento domiciliare tra le misure anti-Covid decise dalle autorità locali dopo la conferma di 84 casi da sabato, di cui almeno due della temuta variante Omicron.

Il blocco di Anyang porta a 20 milioni il totale in Cina dei residenti confinati nelle loro case dopo Xi'an (con 13 milioni di abitanti) e Yuzhou (con 1,1 milioni). Pesanti restrizioni ci sono anche a Tianjin, primo focolaio interno di Omicron. Rispetto alla Delta, questa variante ha dimostrato di essere una sfida ancora più grande per la politica "zero Covid" della leadership comunista: si diffonde più velocemente ed è più difficile da rilevare a causa della carica virale inferiore.

Per questo motivo, malgrado i test sui 14 milioni di residenti della città portuale di Tianjin si siano conclusi in appena 48 ore, nuove sorprese sono state messe nel conto per l'immediato futuro con già 76mila persone in quarantena.

Il tabloid Global Times ha stimato in 100mila i pendolari regolari che si spostano ogni giorno per motivi di lavoro: una potenziale bomba pandemica contro cui Pechino ha alzato l'allerta e le difese. Il Centro per la prevenzione e il controllo delle malattie ha consigliato ai residenti della capitale di non visitare Tianjin, sollecitando il lavoro da casa.

Da domenica sera, i biglietti dei treni tra Tianjin e Pechino non sono più acquistabili online, mentre voli e servizi di autobus a Tianjin sono stati bloccati, scuole e università chiuse. Il Centro ha anche ordinato alle persone giunte a Pechino dal 23 dicembre di presentarsi alle comunità residenziali, ai datori di lavoro o agli hotel per il monitoraggio sanitario e i test Covid, nonché l'autoisolamento a casa per coloro che sono arrivati da aree ad alto rischio.