"Cosa penso dei poliziotti!". Morte Fakir, il giornalista perde la testa in diretta News

"Cosa penso dei poliziotti!". Morte Fakir, il giornalista perde la testa in diretta

Il caso Fakir accende il confronto televisivo e sfocia in un duro botta e risposta durante la trasmissione L’aria che tira, in onda su La7. Al centro della discussione il giornalista del Fatto Quotidiano, Antonello Caporale, che nel corso del dibattito ha pronunciato un lungo intervento in difesa del sindaco di Bologna, Matteo Lepore, e fortemente critico nei confronti della destra e delle forze dell’ordine. Le sue parole hanno provocato la replica di Michele Silenzi, direttore editoriale di Liberilibri, dando vita a un confronto dai toni sempre più accesi, culminato con un insulto in diretta.

Le dichiarazioni di Antonello Caporale

Nel suo intervento, Caporale ha sostenuto che sia legittimo esprimere dubbi sull’operato delle forze dell’ordine in relazione al caso Fakir, ribadendo la necessità di attendere l’accertamento dei fatti.

«Nell’attesa di conoscere l’idea per cui Fakir è morto a sua insaputa ed è morto volendosi infliggere la morte – ha esordito Caporale – io penso che sia legittimo ancora nel sistema democratico dire che persino i poliziotti possono avere dei comportamenti incongruenti e inopportuni, che possono essere incompetenti, alcuni fannulloni, altri deviati. Perché non si può dire? Perché io non posso giudicare questa marea di conformismo e di conservatorismo? Il fatto che i rappresentanti del sindacato di polizia denuncino politicamente il sindaco… e che deve fare il sindaco se non essere il capo comunità? Quale altra cosa deve fare? Dovrebbe gestire lui coloro che per mestiere fanno i contestatori?».

Nel corso del suo intervento il giornalista ha inoltre difeso il comportamento del primo cittadino di Bologna, ritenendo legittima la sua presa di posizione sulla vicenda.

L’affondo contro la destra

Caporale ha poi allargato il discorso al piano politico, rivolgendo un duro attacco al centrodestra e richiamando episodi del passato.

«Bologna si è alzata, rialzata per contestare un atto ingiusto dinnanzi a un miserabile, a uno scartato, a uno che non conta nulla, in una periferia che non conta nulla. Io voglio solo ricordare a questi provetti della destra che qualche anno fa colui che vorrebbe di nuovo fare il ministro dell’Interno andava a citofonare. Questa è la destra, una destra oltranzista che usa parole violente e crude persino a volte degradanti. Anche questo generale con due meloni in mano a mo’ di testicoli urlava e sbraitava contro la sua alleata fino a ieri. Questa è la destra. La destra che tace e che fa tacere tutto. Non si può dire più nulla. E chissà che Fakir non si sia messo a dare pugni al muro e si sia inalberato con la pistola e si sia dato una fucilata quando la scena è appunto di un teatro omicida», ha dichiarato.

Le affermazioni del giornalista hanno immediatamente alimentato il dibattito nello studio televisivo.

La replica di Michele Silenzi e l’insulto finale

A intervenire è stato Michele Silenzi, direttore editoriale di Liberilibri, che ha contestato il contenuto delle dichiarazioni di Caporale, chiedendogli se disponesse di elementi accertati a sostegno delle sue affermazioni.

«Caporale, tu hai accertato i fatti? Oppure, come spesso capita al tuo quotidiano, dite le cose tanto per dirle? Hai detto omicida, quindi hai fatto il processo. Hai accertato la verità dei fatti», ha affermato Silenzi durante il confronto.

La risposta del giornalista del Fatto Quotidiano è arrivata immediatamente e ha fatto ulteriormente salire la tensione in studio. «Sei un fascista urlatore», ha replicato Caporale, chiudendo così uno scambio che ha rappresentato il momento più acceso della trasmissione.

Tags
poliziottiopinionigiornalistatestadirettamortefakir