Un silenzio opprimente ha preceduto una notte divenuta un vero incubo in una tranquilla comunità veneta, dove un evento familiare tragico ha scosso tutti. Le autorità sono attualmente impegnate in una minuziosa indagine per far luce su quanto accaduto.
Il dramma si è consumato a San Stino di Livenza, vicino Venezia, dove un ragazzo di 17 anni è accusato di aver assassinato la zia di 53 anni. La tensione tra i due, presente da tempo, ha raggiunto il culmine in un tragico epilogo all'interno della loro abitazione.
Durante un interrogatorio notturno, il giovane ha confessato il crimine al magistrato Carmelo Barbaro della Procura di Pordenone, gettando la comunità nel terrore e complicando le indagini a causa della sua minore età. Di conseguenza, il caso è stato trasferito alla Procura dei minori di Trieste.

Sul luogo del delitto sono intervenuti i carabinieri e il medico legale Antonello Cirnelli, che hanno iniziato i primi rilievi tra le tensioni familiari che potrebbero aver giocato un ruolo nel movente del crimine. La situazione è stata ulteriormente aggravata dalla confessione del ragazzo, che ha ammesso di aver gettato il corpo della zia nel canale Malgher.
Le ricerche del corpo sono iniziate immediatamente, ma le difficili condizioni del canale, la forte corrente e il fondale complesso hanno ostacolato gli sforzi dei vigili del fuoco e dei sommozzatori di Venezia. Le operazioni di ricerca sono continuate fino a notte fonda, riprendendo all'alba nella speranza di recuperare il corpo e portare un po' di pace alla comunità sconvolta.