La sera del 27 giugno, un terremoto di magnitudo 5.8 ha interessato le acque vicino alla costa occidentale dell'Islanda, precisamente a nord-ovest di Reykjavik. L'evento sismico, avvenuto alle 20.32 ora italiana, ha avuto un epicentro poco profondo, a soli cinque chilometri sotto la superficie marina, permettendo una forte percezione del sisma anche sulla terraferma. Fortunatamente, non sono stati segnalati danni o vittime.
La poca profondità dell'epicentro ha giocato un ruolo cruciale nella percezione della scossa. Infatti, un sisma che si verifica vicino alla superficie terrestre libera energia con minore dispersione, rendendo l'impatto più intenso e chiaramente avvertibile, specialmente nelle zone costiere e nelle città vicine all'epicentro.
Perché l’Islanda è una delle zone più sismiche del mondo
L'Islanda si trova in una posizione geologica particolare, essendo situata sopra la Dorsale Medio Atlantica. Questa è la zona di divergenza tra la placca nordamericana e quella eurasiatica, il cui movimento costante genera tensioni che si liberano attraverso terremoti e attività vulcanica. La scossa recente è avvenuta lungo il prolungamento sottomarino di questa dorsale, dove la crosta oceanica è frequentemente soggetta a deformazioni, sia di natura magmatica sia tettonica.
Una regione abituata a convivere con i terremoti
La frequenza dei terremoti in Islanda, specialmente nelle regioni occidentali e sudoccidentali, è ben documentata e conosciuta sia dagli esperti che dagli abitanti. La storia del paese registra numerosi eventi sismici di grande intensità, con magnitudo superiore a 6.5, che hanno causato danni significativi, soprattutto in aree meno urbanizzate. Anche negli anni recenti, importanti terremoti hanno colpito l'isola, inclusi quelli del 2000 e del 2008, che hanno fatto tremare anche la capitale Reykjavik. Il terremoto di questa sera si inserisce nel contesto di una costante attività geologica che caratterizza questa regione dinamica del globo.