L’estate 2020 ha segnato uno degli eventi di cronaca più intensi e controversi degli ultimi anni in Italia. La scomparsa di una madre e del suo bambino nel Messinese, dopo un incidente stradale, ha tenuto il paese con il fiato sospeso per settimane, generando molte domande e teorie contrastanti.
I corpi di Viviana Parisi, dj di 41 anni, e del piccolo Gioele Mondello, di appena 4 anni, sono stati rinvenuti a distanza di giorni nelle campagne di Caronia, avviando un’indagine complessa che ha coinvolto perizie e accertamenti scientifici. Nonostante la Procura e il giudice abbiano archiviato il caso attribuendo la morte di Viviana a un suicidio e quella di Gioele a cause non riconducibili a terzi, la famiglia Mondello ha sempre contestato questa versione, chiedendo la riapertura delle indagini per chiarire aspetti ancora oscuri.

Morte di Viviana e Gioele: le indagini e le controversie
La sera del 3 agosto 2020, Viviana uscì da casa a Venetico con l’intenzione dichiarata di raggiungere Milazzo per comprare scarpe per il figlio. Tuttavia, la sua auto imboccò l’autostrada A20 verso Palermo e, nei pressi della galleria Pizzo Turda, avvenne uno scontro con un furgone impegnato in lavori di manutenzione. Dopo l’incidente, Viviana oltrepassò il guardrail insieme a Gioele, scomparendo nella vegetazione circostante.
Le ricerche mobilitarono vigili del fuoco, forze dell’ordine e volontari, supportati da droni ed elicotteri. L’8 agosto venne ritrovato il corpo di Viviana ai piedi di un traliccio dell’alta tensione, mentre il 19 agosto un volontario individuò i resti di Gioele, ormai compromessi da animali e agenti naturali.
Le autorità, guidate dalla Procura di Patti, basarono le indagini su numerose consulenze medico-legali e scientifiche, giungendo alla conclusione che Viviana, in uno stato di fragilità psicologica, avrebbe ucciso il figlio per poi togliersi la vita gettandosi dal traliccio. Nonostante ciò, la dinamica esatta della morte di Gioele non è mai stata accertata con certezza, anche se si esclude l’intervento di terze persone.

Nel novembre 2021 il gip di Patti ha formalizzato l’archiviazione del caso, ritenendo il suicidio di Viviana la spiegazione più plausibile e non trovando prove di coinvolgimento esterno nella morte del bambino. La Procura ha inoltre sottolineato come alcuni segnali di disagio psicologico della donna fossero stati sottovalutati dalla famiglia.
Tuttavia, Daniele Mondello, marito di Viviana e padre di Gioele, ha sempre respinto questa versione, denunciando incongruenze e lacune nelle indagini. Supportato dal criminologo Carmelo Lavorino e dai suoi legali, ha evidenziato elementi come due fori nella parte posteriore del cranio di Viviana e un ciuffo di capelli ritrovato, che secondo i consulenti di parte potrebbero indicare una dinamica differente rispetto a quella ufficiale.
La famiglia ha anche messo in discussione l’assenza di impronte di Viviana sul traliccio e la dinamica della caduta, oltre al fatto che gli esami tossicologici non hanno rilevato psicofarmaci o droghe tali da giustificare un comportamento suicida. Un ulteriore elemento discusso è il fenomeno dei cosiddetti “denti rosa”, interpretato come possibile segno di asfissia, anche se non rappresenta una prova definitiva.

Un punto particolarmente controverso riguarda alcune fotografie scattate dai droni dei vigili del fuoco il 4 agosto, il giorno dopo la scomparsa, che mostrerebbero il corpo di Viviana già ai piedi del traliccio, ma che furono notate solo successivamente, suscitando dubbi sui tempi e sulle modalità delle ricerche.
Daniele Mondello ha affermato con fermezza: “Mio figlio è stato attaccato dagli animali e mia moglie è stata uccisa. Ne sono certo al 100%. Mia moglie è morta per proteggere mio figlio, non gli avrebbe mai fatto del male”. In base a queste contestazioni, gli esperti della famiglia hanno ipotizzato scenari alternativi, tra cui un’aggressione da parte di animali selvatici nella zona di Caronia, con Viviana che tentava di difendere Gioele, o la possibile presenza di terze persone dopo l’incidente, che potrebbero aver alterato la scena del crimine.
Queste teorie, però, non sono state accolte dagli inquirenti, che hanno archiviato il caso. Nonostante ciò, la famiglia continua a chiedere ulteriori accertamenti e la riapertura delle indagini, convinta che la verità sia ancora da scoprire.
Oggi, a sei anni da quei tragici eventi, il caso di Caronia rimane diviso tra due versioni opposte: quella ufficiale, che attribuisce la morte di Viviana a un suicidio e quella di Gioele a cause naturali, e quella della famiglia Mondello, che sostiene l’ipotesi di un’aggressione e vuole una nuova indagine per fare luce sui tanti misteri ancora irrisolti.