Il mondo del cinema piange la scomparsa di una delle sue figure più emblematiche. Richard Harrison, attore statunitense che ha lasciato un segno indelebile nel cinema d'avventura e di genere, è morto all'età di 90 anni nella sua casa di Los Angeles il 18 settembre. La notizia è stata confermata dalla produttrice Joan Borsten, amica di lunga data.
Harrison ha costruito gran parte della sua carriera in Italia, soprattutto a Cinecittà, durante un'epoca d'oro caratterizzata da produzioni internazionali, peplum e spaghetti western. Arrivato nei primi anni Sessanta, grazie al suo fisico imponente e alla presenza scenica da protagonista, è diventato una delle figure più riconoscibili di quel periodo, spesso paragonato all'icona Steve Reeves.
Tra i film che lo hanno reso celebre si annoverano titoli come Il gladiatore invincibile, Il giustiziere dei mari, I sette gladiatori e Perseo l'invincibile. Con l'ascesa del western all'italiana, Harrison si è saputo reinventare recitando in produzioni come Duello nel Texas del 1963, uno dei primi spaghetti western con le musiche di Ennio Morricone.
La sua filmografia comprende anche numerosi film di spionaggio e d'azione, generi molto popolari negli anni Sessanta. Tra questi, ha interpretato l'agente segreto Bob Fleming in Le spie uccidono a Beirut, oltre a comparire in pellicole come 100.000 dollari per Ringo, L'uomo del colpo perfetto e Colpo maestro al servizio di Sua Maestà britannica.
Un episodio curioso della sua carriera riguarda il rifiuto di un ruolo destinato a entrare nella storia del cinema: nel 1964, Sergio Leone gli offrì la parte da protagonista in Per un pugno di dollari. Harrison declinò, scontento della sceneggiatura e del compenso, aprendo così la strada a un giovane Clint Eastwood, che divenne il leggendario "Uomo senza nome". Fu proprio Harrison a suggerire il nome di Eastwood a Leone, contribuendo indirettamente a un capolavoro del cinema western.
Con la dipartita di Richard Harrison si chiude un capitolo importante del cinema italiano di genere. La sua carriera, che ha attraversato decenni e generi diversi, rimane un simbolo di un'epoca irripetibile e di un modo di fare cinema che ha conquistato il pubblico di tutto il mondo.


