Vogliamo una seconda tazza di caffè per le foto che carichiamo su Instagram la domenica mattina, un altro paio di scarpe nelle nostre foto artistiche.

Vogliamo mettere su Facebook che abbiamo una relazione in modo che tutti la possano commentare, vogliamo una pubblicazione degna del hashtag.

Vogliamo avere qualcuno per andare a fare collazione la domenica, con cui lamentarci il lunedì, con cui mangiare la pizza il martedì e che ci auguri il buongiorno il mercoledì.

Vogliamo avere un compagno da portare ai matrimoni ai quali ci invitano, e nel frattempo ci chiediamo come facciano, come facciamo ad avere la sicurezza di un lieto fine per sempre?

Questa domanda ci tormenta, ma nel frattempo facciamo parte della generazione che non vuole avere relazioni.

Ci immergiamo nei social nel tentativo di trovare la persona giusta. Come se stessimo cercando di effettuare un ordine a casa della nostra anima gemella.

Leggiamo articoli come ''Cinque modi per sapere se gli piaci'' o ''Sette modi per conquistarlo'', sperando di essere in grado di plasmare una persona per avere una relazione con essa, come se fosse un progetto artigianale che abbiamo visto su Pinterest. 

Vogliamo un sostituto, non una persona. Vogliamo un corpo, non una coppia. Vogliamo qualcuno che si sieda accanto a noi sul divano mentre navighiamo senza meta attraverso i social network e apriamo un'altra applicazione per distrarci dalla nostra vita.

Vogliamo mantenere l'equilibrio: far finta di non avere sentimenti anche se siamo un libro aperto. Vogliamo che abbia bisogno di noi, ma non vogliamo avere bisogno di nessuno.

Abbiamo incrociato le braccia e discusso delle regole con i nostri amici, ma nessuno conosce il gioco che stiamo cercando di giocare. Perché il problema è che la nostra generazione non vuole relazioni ma, alla fine, le vogliamo.

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