E questa sarebbe solo la retta che esclude altri costi come personale, gestione ecc. che devono per forza afferire ad altri capitoli di spesa. Non vengono poi considerati i bandi straordinari, come le spese del Ssn per anagrafe, sterilizzazioni, profilassi, farmaci, visite, test e cure di malattie, antiparassitari. Insomma, un conto decisamente articolato, che porterebbe alla cifra complessiva già ricordata di più di 5 miliardi all’anno. Elementi che hanno spinto Anzaldi a proporre l’introduzione della nuova tassa, dalla quale però verrebbero esentati i cani di proprietà di allevatori professionali, i cani esclusivamente adibiti alla guida dei ciechi e alla custodia degli edifici rurali e del gregge; i cani adibiti ai servizi dell’Esercito e a quelli di pubblica sicurezza, e i cani appartenenti a categorie sociali eventualmente individuate dai singoli Comuni.
Continuazione
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