Ho promesso di imparare a cercare il senso della mia vita, ho promesso di radunare i miei cagnolini, senza fare tanto rumore, ho promesso di essere migliore per me stesso.

Non so se ho davvero bisogno di qualcuno che mi salvi dal mio mondo, dalle mie follie, dai miei desideri, dal modo in cui mi piace interagire.

Un mondo che ho creato, idealizzato e formattato all'interno dei miei stampi e dei miei sentimenti, all'interno di ciò che ho strappato, resistito, rinunciato, consumato e trattato.

Un mondo un pò diverso da quello in cui sono tornato, da quello che ho sentito, ricevuto e, allo stesso tempo, dove ho imparato ad essere più indifferente a ciò che non mi apre gli occhi, a ciò che asciuga lo spirito, a quel qualcosa di buono da portare nel cuore.

A volte fa male prendere uno schiaffo più profondo, a volte fa male sapere che ogni sforzo è stato inutile.

Ognuno che porta la sua verità. Vado nel mio momento, vado dove i giorni si mostrano in segno di rispetto per le cose che ho realizzato.Ho promesso di imparare a cercare il senso della mia vita, ho promesso di radunare i miei cagnolini, senza fare tanto rumore, ho promesso di essere migliore per me stesso.

Non so se ho davvero bisogno di qualcuno che mi salvi dal mio mondo, dalle mie follie, dai miei desideri, dal modo in cui mi piace interagire.

Un mondo che ho creato, idealizzato e formattato all'interno dei miei stampi e dei miei sentimenti, all'interno di ciò che ho strappato, resistito, rinunciato, consumato e trattato.

Un mondo un po' diverso da quello in cui sono tornato, da quello che ho sentito, ricevuto e  (allo stesso tempo) dove ho imparato ad essere più indifferente a ciò che non mi apre gli occhi, a ciò che asciuga lo spirito, a ciò che può portare qualcosa di buono nel cuore.

A volte fa male prendere uno schiaffo più profondo, a volte fa male sapere che ogni sforzo è stato inutile.

Ci sarà sempre una spinta per portarmi nel posto giusto, ci sarà sempre un inciampo, un cambio di scenario, un cambio di situazione o di direzione.

Non mi copro più gli occhi, non chiudo più le orecchie a quella voce che mi parla. La voce della coscienza, la voce che a volte urla, colpisce, graffia e leviga.

Ogni volta che mi ascolto e mi ferisco meno, sento che c'è una pace sigillata, una pace che non può più essere misurata e rifiutata.

Pace che lenisce, evolve, traspira attraverso i pori. Pace di chi ha vissuto molto e ha affrontato tanti mostri interiori. Pace per chi ha imparato a difendersi ea scoprire se stesso.

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