Le sanzioni della Russia all'Europa e lo «tsunami» sui prezzi di pane e pasta Cronaca

Le sanzioni della Russia all'Europa e lo «tsunami» sui prezzi di pane e pasta

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Senza dubbio dietro la scelta della Russia di vietare le esportazioni si trovano ragioni strategiche. Essa arriva due giorni dopo l’incendio, per cause ancora da spiegare, del grande impianto di fertilizzanti azotati della Winston Weaver a Winston-Salem in North Carolina. Dopo la chiusura di quello stabilimento, l’impatto del divieto russo risulterà ancora più efficace nel far crescere l’inflazione in Europa e nel resto del mondo.

Nel frattempo il resto del mondo dovrà rivolgersi ancora più di prima alla Russia per le sue riserve di grano. Anche l’Italia era un acquirente dei fertilizzanti azotati russi, comprati attraverso triangolazioni attraverso la Turchia e l’Egitto proprio per aggirare le sanzioni stesse che l’Unione europea impone da anni su quei prodotti.

Gli effetti ora saranno complessi da gestire, anche perché negli ultimi mesi ha annunciato frenate della produzione l’impianto di Ferrara della multinazionale svedese Yara, proprio a cause dei prezzi sempre più alti del gas naturale. Molte cause contribuiscono naturalmente alla corsa dei listini del metano, dei fertilizzanti, del grano e della pasta.

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