Ma proprio questi aumenti hanno rafforzato il potere di ricatto di Putin nel perseguire la sua sottile strategia di destabilizzazione economica dell’Europa, mentre ammassava truppe ai confini dell’Ucraina. In gennaio è arrivato il dimezzamento delle forniture di gas naturale all’Italia e altri Paesi europei (come documentato dal Corriere), in febbraio il blocco sui fertilizzanti.
Del resto sono gli stessi prezzi elevati sui listini globali a far sì che il dittatore russo possa accettare minori volumi di esportazioni senza subire eccessivi contraccolpi sui fatturati. Quando questa crisi sarà superata, l’Italia e all’Europa dovranno decidere in quale misura è saggio continuare a fare affidamento su un partner commerciale che ha un’agenda politica precisa: destabilizzare i suoi clienti, che considera alleati da piegare alle sue priorità geopolitiche.