Durante la trasmissione Verità Nascoste, condotta da Milo Infante su Canale 5, sono stati mostrati nuovi materiali legati ad Andrea Sempio, indagato per l'omicidio di Chiara Poggi. Al centro dell'attenzione ci sono alcuni video in cui Sempio avrebbe filmato di nascosto le sue colleghe mentre svolgevano le loro mansioni nel negozio.
Secondo quanto trasmesso, le riprese ritraggono le donne mentre spolverano, sistemano gli ambienti e lavorano, spesso catturate alle loro spalle. Questi filmati sarebbero stati ritrovati sull'hard disk appartenente a Sempio, noto anche per la sua amicizia con Marco Poggi.
I materiali contenuti nell'hard disk
Oltre ai video, il dispositivo conteneva altri contenuti di rilievo: tra questi, video motivazionali, testi riguardanti serial killer, documenti medici su stupri e manuali sulle tecniche di omicidio silenzioso. Sono stati inoltre rinvenuti video pornografici che simulano la tortura di giovani donne. La trasmissione ha sottolineato l'importanza investigativa di questi elementi, specificando però che la loro presenza non costituisce prova diretta di colpevolezza nell'omicidio.
Le registrazioni audio e i commenti sulle donne
Nel corso del programma sono stati ascoltati anche alcuni audio attribuiti a Sempio. In uno di questi, l'uomo esprime il rammarico di non aver colto un'occasione con una ragazza, dicendo: «C’era una ragazzina davanti a me, che ho avuto diverse occasioni per aprirla e non ho aperto, non ci ho fatto assolutamente niente perché sono un co******».
Proseguendo, Sempio afferma di voler cambiare atteggiamento e dedicare più attenzione alle donne. In un'altra registrazione fatta in auto, commenta un incontro con una donna dicendo: «Potevo fare meglio, potevo trattare meglio quella lì perché era gioiosa e un po’ mi dispiace. Forse avrei potuto essere più sessuale con quella ragazzina».
Un ulteriore passaggio audio riporta una frase rivolta a se stesso: «Sai amico mio, tu hai fatto tante cose in vita tua e alcune neanche le possiamo dire».
Questi video e registrazioni sono stati mostrati nel contesto delle indagini sul caso Garlasco e sull’inchiesta riguardante Sempio. La loro diffusione televisiva ha riportato l'attenzione sui materiali attribuiti all'indagato, pur sottolineando che tali contenuti non costituiscono di per sé una prova della sua responsabilità nell'omicidio di Chiara Poggi.
