Flottiglia, 24 italiani arrestati dalla Marina israeliana: decine di imbarcazioni fermate Cronaca

Flottiglia, 24 italiani arrestati dalla Marina israeliana: decine di imbarcazioni fermate

Un nuovo episodio di tensione si è verificato nel Mediterraneo con l'intervento della Marina israeliana contro la Global Sumud Flotilla, un convoglio di imbarcazioni che trasportava aiuti umanitari verso Gaza. Nella notte tra il 29 e 30 aprile, numerose barche sono state intercettate in acque internazionali, a ovest dell'isola di Creta.

Le autorità israeliane hanno comunicato il fermo di circa 58 imbarcazioni, con a bordo oltre 400 attivisti. Secondo Tel Aviv, l'operazione è avvenuta a centinaia di chilometri dalle coste israeliane, con i partecipanti messi formalmente in stato di arresto.

Un dato particolarmente significativo riguarda la presenza di cittadini italiani: 24 di loro sono stati arrestati, come confermato dal team legale che assiste la missione. Questi connazionali si trovavano su 22 delle imbarcazioni fermate durante l'operazione.

L'azione si è svolta in una zona delicata, la Search and Rescue (SAR) di competenza greca, aumentando così la complessità della questione sotto il profilo del diritto internazionale e delle relazioni diplomatiche.

Secondo quanto riferito dagli avvocati, le navi stavano tentando di raggiungere Creta a causa del maltempo, quando sono state raggiunte dalle unità israeliane e bloccate. Attualmente, gli attivisti sono diretti verso il porto di Ashdod, in Israele, dove sono attesi entro due giorni.

La risposta della flottiglia non si è fatta attendere, definendo quanto accaduto un'escalation senza precedenti. Gli organizzatori hanno parlato di un vero e proprio "rapimento di civili nel cuore del Mediterraneo", accusando le autorità israeliane di un'azione paragonabile a un atto di pirateria.

Un video diffuso sui social mostra alcuni attivisti con le mani alzate mentre un militare israeliano sale su una delle imbarcazioni, immagini che hanno acceso il dibattito internazionale sull'accaduto.

Dal punto di vista diplomatico, si attendono risposte dalla Farnesina, già sollecitata dal team legale italiano attraverso richieste urgenti alle ambasciate di Grecia, Cipro e Israele, oltre che alle autorità nazionali italiane.

A Roma è stata convocata una conferenza stampa per fare il punto sulla situazione e richiedere interventi immediati. La comunità internazionale segue con attenzione lo sviluppo degli eventi, mentre cresce la pressione per tutelare i diritti degli attivisti coinvolti e fare chiarezza sull'accaduto.

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