Così la guerra ribalta il modello occidentale: "Saranno guai seri". Cronaca

Così la guerra ribalta il modello occidentale: "Saranno guai seri".

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È con la presidenza Obama che l’America fa un passo indietro, comincia a sentire l’urgenza di ritirarsi un po’ dal mondo. Non lo fa solo per disinteresse o empatia verso gli altri, ma perché i costi di quel controllo globale stanno diventando troppo alti e pesano sulla crisi quotidiana degli statunitensi. La crisi finanziaria del 2007 e 2008 segna una dismissione, anche perché si cominciano a vedere gli svantaggi del mercato globale. È un ridimensionamento che diventa evidente e simbolico con il ritiro delle truppe americane dall’Afghanistan. “Gli Usa hanno cominciato gradualmente ad avere una nuova strategia, una sorta di continuità nel disimpegno e tutto questo fa emergere il problema del rapporto tra “the west and the rest” e quindi ha rimesso in discussione l’idea dell’unicità del modello occidentale, della sua espansione e ha riaperto il problema dell’assetto e degli equilibri internazionali”.

È il segnale che gli “altri” percepiscono in fretta e la risposta comincia proprio con la guerra in Ucraina. “Non è che gli altri, il resto, siano un monolite, tutt’altro, resta però il fatto che quando le Nazioni unite hanno votato l’espulsione della Russia dal consiglio per i diritti umani, la Cina ha votato contro, il Brasile ha votato contro, l’India si è astenuta, ed è vero che la mozione è passata con un’ampia maggioranza, però si è trattato di un’astensione importante. È inutile che ci nascondiamo dietro un dito, India più Cina fanno circa 3 miliardi di persone, quindi tutto il discorso dell’isolamento della Russia è molto più complicato di quello che sembra”.

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