Cronaca

Condannato alla pena di morte: prima di morire esprime il suo ultimo desiderio e spiazza tutti

  • Un detenuto condannato alla pena di morte in attesa di esecuzione, ha chiesto come ultimo desiderio una penna e un foglio. Dopo aver scritto per parecchi minuti, il condannato ha chiamato la guardia carceraria e ha chiesto che questa lettera fosse consegnata alla  madre.

    La lettera diceva:

    “Mamma, se ci fosse più giustizia in questo mondo saremmo in due oggi a essere condannati e non solo io. Sei colpevole tanto quanto me, anzi sei colpevole anche  per la vita che perderò.
    Ti ricordi quando ho rubato e portato a casa la bicicletta di un ragazzo?
    Mi hai aiutato a nasconderla affinchè mio padre non lo scoprisse e non mi punisse.

    Ti ricordi quando ho rubato i soldi dal portafoglio del vicino?
    Sei stata con me a spenderli, nel centro commerciale.
    Ricordi quando hai litigato con mio padre e lui se n’è andato?
    Voleva solo correggermi, perchè invece di studiare, avevo  copiato il compito  all’esame…. alla fine mi hanno scoperto e anche espulso.

    Tu ti sei messa contro mio padre, i maestri e io alla fine  non ho imparato nulla, oltre che a delinquenziale.
    Mamma, io ero solo un bambino,  dopo sono diventato un adolescente problematico e ora sono un uomo intollerante e aggressivo.

    Mamma, io ero solo un bambino che aveva bisogno di correzione e non di approvazione. Ma comunque io ti perdono!
    Chiedo solo che tu faccia leggere questa lettera  al maggior numero di genitori nel mondo, affinchè sappiano che hanno la responsabilità di crescere  un figlio facendolo diventare un uomo, che potrà agire facendo del bene o  del male….

    Grazie mamma, per avermi dato la vita e per avermi aiutato a perderla.

    Il tuo figlio delinquente

    Volevo inoltre ricordarti che:

    Chi si rifiuta di   punire il figlio, non lo ama. Chi lo ama non esita a sgridarlo. (proverbi 13: 24)
    L’ istruzione è l’arma più potente che puoi usare per cambiare il mondo (Nelson Mandela)
    Istruzione e rimprovero comincia nei primi anni dell’infanzia e durano fino a l’ultimo giorno di vita (Pitagora)
    Educa i bambini, e non sarà necessario punire gli adulti (Pitagora)

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