Gianni Alemanno ha espresso una forte fiducia nelle prospettive politiche di Roberto Vannacci, leader di Futuro Nazionale, stimando che alle prossime elezioni potrà superare la soglia del 10%. Secondo Alemanno, in futuro Vannacci potrebbe addirittura aspirare alla carica di presidente del Consiglio, sottolineando come Giorgia Meloni dovrebbe considerare un confronto diretto con lui.

L'ex sindaco di Roma ha specificato che un'eventuale alleanza con il centrodestra dovrebbe fondarsi su posizioni ben radicate a destra, evitando un avvicinamento al centro. Alemanno richiama l'esperienza di Gianfranco Fini come monito e cita come riferimenti politici il Rassemblement National di Marine Le Pen e l'Afd tedesca, forze di opposizione che, pur non governando, rappresentano per lui modelli ideali.
Alemanno fissa le condizioni per Meloni
Tra le questioni più urgenti, Alemanno indica la guerra in Ucraina, auspicando una soluzione che riconosca gli attuali equilibri territoriali per evitare un conflitto nucleare, in particolare riguardo Crimea e Donbass. Inoltre, critica l'Unione Europea, considerandola un ostacolo significativo per una politica di crescita nazionale.
Secondo l'ex ministro, proprio le divergenze sulla guerra in Ucraina hanno causato una rottura con Giorgia Meloni, che gli avrebbe suggerito di cercare un'altra formazione politica. Ora, sostiene Alemanno, Meloni deve scegliere se continuare l'alleanza con Antonio Tajani e Ursula von der Leyen o costruire un'alleanza più ampia a destra.
Alemanno ha anche sottolineato il distacco emerso con Fratelli d'Italia, evidenziato durante la convention di Futuro Nazionale a Orvieto, dove vari esponenti del partito, incluso Ignazio La Russa, hanno declinato l'invito. A suo avviso, la decisione di non partecipare sarebbe stata imposta da Meloni stessa.
Immigrazione, Afd e prospettive della destra
Sull'Afd, Alemanno respinge le accuse di nazismo, facendo riferimento alla leader del partito e alle sue scelte personali. Sul tema dell'immigrazione propone un modello "rotazionale", in cui l'ingresso dei lavoratori sarebbe legato a contratti temporanei, con il ritorno nel paese d'origine una volta terminato il lavoro.
Nel suo discorso non manca un accenno all'intelligenza artificiale, che potrebbe in futuro sostituire alcune occupazioni attualmente svolte dagli immigrati. Alemanno ricorda anche la sua esperienza in carcere, dove ha osservato come gruppi etnici ben organizzati influenzino gli altri detenuti e creino difficoltà anche per la polizia penitenziaria.
Per quanto riguarda il proprio cammino politico, Alemanno afferma di poter ancora candidarsi nonostante le condanne subite, ma senza avanzare richieste particolari. Al momento, il suo impegno principale rimane quello di militante politico.