Il rischio di un conflitto armato nel cuore dell’Europa ha spinto diverse nazioni a prepararsi con strategie di difesa concrete. Dalla Francia alla Svizzera, passando per Germania e Lituania, l’allerta per un possibile aumento delle azioni aggressive da parte della Russia ha portato all’attivazione di piani di protezione contro attacchi ibridi.

A Parigi, il presidente Emmanuel Macron ha convocato un incontro riservato all’Eliseo, coinvolgendo il primo ministro Sébastien Lecornu, i vertici militari e della sicurezza, oltre a rappresentanti politici come Jordan Bardella, Édouard Philippe, Marine Tondelier e Fabien Roussel. Durante questa riunione, Macron ha lanciato un avvertimento severo: "Nessuno è al riparo", annunciando misure difensive specifiche per proteggere infrastrutture critiche e sottolineando che ogni offensiva proveniente da Mosca sarà affrontata con una risposta decisa.
La Svizzera abbandona la neutralità e cresce la tensione in Europa centrale
In una svolta storica, anche la Svizzera, da sempre neutrale, ha adottato la Strategia di politica di sicurezza 2026, un piano mirato a rafforzare la resilienza nazionale e a salvaguardare cittadini ed economia, coordinato dalla Segreteria di Stato. Parallelamente, la Germania si sta preparando a gestire emergenze sanitarie in caso di conflitto, potenziando la propria rete ospedaliera.
Nel frattempo, a Vilnius, le autorità lituane hanno elaborato un dettagliato piano per evacuare la capitale verso il confine con la Polonia, con il voivodato di Podlaskie pronto a fungere da corridoio di passaggio in caso di necessità.
Il premier polacco Donald Tusk ha espresso la posizione più dura, sostenendo che l’intento del Cremlino sia di destabilizzare l’Alleanza Atlantica facendo apparire le azioni come semplici "incidenti". Ha inoltre avvertito del "rischio reale" che droni o altri mezzi possano oltrepassare i confini orientali, promettendo una risposta ferma e coordinata con gli alleati per proteggere l’integrità territoriale della Polonia.