NewsIl Nostro Futuro sarà Robotico. Ecco perchè:

14/10/2017 - 18h

Tutto il processo tecnologico, in campo robotico che gli scienziati e gli addetti al settore sono in grado di prevedere per i prossimi 50 anni, in realtà giungerà a noi entro la metà del tempo stimato. In pratica a breve, avere più dispositivi robotici in giro presso le nostre abitazioni, sarà una cosa normale come lo è oggi possedere almeno uno smartphone, un tablet ed un PC portatile. 

Lo sviluppo della robotica, ebbe inizio negli anni ’50, con la realizzazione dei primi robot industriali, ma la vera evoluzione fu a partire dagli anni 70, soprattutto nel settore dell’industria automobilistica e nell’ambito di sistemi di produzione assistiti da computer (CAM, Computer Aided Manufacturing). 

Attualmente sul mercato sono disponibili dei gadget di alta tecnologia, dalla palla robot raccogli polvere, che rotola in giro per tutta la casa, al robot chirurgico (il robot da Vinci, il più famoso del mondo),ormai indispensabile nelle sale operatorie. Faranno parte della nostra vita a 360 gradi, saranno presenti negli istituti scolastici, con la robotica educativa che utilizzando un metodo divertente, stimolerà nei bambini l’uso della logica sostituendosi alle classiche e noiose lezioni. Si prevede che i risultati di apprendimento saranno sorprendenti. 

L’Italia è un Paese all’avanguardia per quanto riguarda lo sviluppo e la ricerca robotica, a tal proposito iCub, il robot bambino, sviluppato dall’Istituto Italiano di Tecnologia, sarà il protagonista delle terapie robotiche contro l’autismo, e farà l suo ingresso di sperimentazione presso il Gaslini di Genova. 

In Giappone, negli anni 80 iniziarono i progetti degli arti inferiori di Asimo, robot umanoide della Honda Robotics, ed agli inizi del 2000 ne fu prodotta una serie, che avrebbero voluto immettere nel mercato, con un costo equiparabile ad un’automobile di grossa cilindrata. Ma non fu così. Oggi Asimo è probabilmente  l’umanoide più avanzato al mondo, e tutto quello che si è appreso fino ad oggi, sui robot di questa tipologia, inizia a trovare applicazioni concrete. 

Quindi siamo nel pieno della quarta rivoluzione industriale, di sicuro nei prossimi anni i fattori tecnologici e demografici, influenzeranno profondamente l’evoluzione del lavoro. Nuovi posti di lavoro verranno creati, ma allo stesso tempo una parte verrà a mancare, cambieranno di conseguenza le abilità ricercate, diventeranno più importanti il pensiero critico e la creatività. 

Inoltre gli economisti, stanno cercando di trovare una soluzione per il collocamento fiscale dell’eventuale robot/impiegato, prevedendo che l’azienda possa pagare allo stato una sorta di contributo. 

Ad Esempio,negli uffici di Dla Piper, studio legale internazionale con sedi in 30 paesi del mondo, Italia compresa, un’intelligenza artificiale è stata già assunta.  Il software è made in Canada, dall’azienda tecnologica Kira Systems, che lo scorso giugno ha siglato un accordo con Dla Piper per fornire il sistema di ai. Dall’inizio del 2017 anche la sede italiana sta sperimentando il programma. Il compito di questo Robot/software è quello di analizzare parola per parola i contratti di vario genere, ed individuare le clausole più problematiche. Questo lavoro per decenni è stato eseguito dai praticanti freschi di università. 

E’ probabile dunque che tra qualche decennio potrebbe avverarsi la profezia di Isaac Asimov, l’inventore delle tre leggi sulla robotica. 

Le tre leggi della robotica: i robot non sono una minaccia

Si tratta di principi rigidi, da non trasgredire, teorizzati per rassicurare l’umanità sulle buone “intenzioni” dei robot. Leggiamo cosa dicono: 

Prima Legge: “Un robot non può recar danno a un essere umano né può permettere che a causa del proprio mancato intervento un essere umano riceva danno”. 

Seconda legge: “Un robot deve obbedire agli ordini impartiti dagli esseri umani purché tali ordini non contravvengano alla prima legge”. 

Terza legge: “Un robot deve proteggere la propria esistenza purché questo non contrasti con la prima e la seconda legge”.

Il Futuro è robotico…non dimenticatelo.

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