La madre di Stefano Cucchi, Rita Calore, è morta. Ne dà notizia su Facebook il legale della famiglia. "Non ce l'ha fatta. Questa mattina Rita Calore si è arresa per andare a riabbracciare Stefano. Il figlio mai perduto. Lo scrivo con tanta emozione e mi stringo a Giovanni e Ilaria. Non mi viene altro da dire a questa grande famiglia", annuncia sul social media l'avvocato Fabio Anselmo.

Nel 2020, sentita come testimone nel processo a carico di 8 carabinieri accusati di presunti depistaggi sulle indagini successive alla morte del figlio, aveva detto: "Questa storia ci ha distrutto fisicamente ed economicamente, abbiamo passato momenti terribili". "Abbiamo chiesto prestiti in banca per far fronte alle spese del processo, io mi sono ammalata. Il lavoro ne ha risentito – aveva aggiunto – lo studio è andato sempre peggio, Ilaria e mio marito andavano in giro, nonostante questo andiamo avanti".

A luglio di due anni prima, in aula aveva ricostruito tutti gli attimi della storia del figlio Stefano, a partire dalla sera precedente all'arresto e fino al giorno in cui vide il corpo senza vita in obitorio. "Non l'ho riconosciuto. Quello che vedevo non era più Stefano era uno scheletro, tutto nero, un occhio di fuori, la mascella fratturata". E la sera prima dell'arresto, forse un presagio. "Mio figlio mi disse 'abbracciami, dormi tranquilla, vedi che adesso sto bene'. Fu l'ultimo abbraccio con mio figlio. Verso l'una di notte sentii suonare il citofono: erano i carabinieri che venivano per la perquisizione".

Dal mondo politico sono arrivati i messaggi di cordoglio per Ilaria Cucchi, sorella di Stefano, neo-eletta in Senato nelle fila di Alleanza verdi e Sinistra italiana. "Ci stringiamo a Ilaria Cucchi. Oggi ancor più di ogni giorno", ha scritto su Twitter il segretario del Pd Enrico Letta. Nicola Fratoianni, segretario nazionale di Sinistra Italiana: "La nostra comunità si stringe ad Ilaria Cucchi e ai suoi cari. Un abbraccio fortissimo. Ricorderemo sua mamma Rita come una donna coraggiosa".

Stefano Cucchi fu stato fermato il 15 ottobre 2009 a Roma durante un controllo e fu poi portato in caserma per il possesso di droga. Venne preso a calci e pugni, percosso duramente tanto che si ruppe una vertebra e si lesionarono dei nervi con gravi ripercussioni sulla vescica. Il volto tumefatto. Morì il 22 ottobre al reparto detenuti dell'ospedale Sandro Pertini. La vicenda di Stefano Cucchi è raccontata nel film "Sulla mia pelle" (2018).