Spesso relazionarsi con gli altri è una vera e propria sfida. Esistono tuttavia 4 princìpi chiave a cui possiamo ispirarci per migliorare le nostre relazioni interpersonali.

 

Relazioni genuine in amore, in amicizia e nel lavoro non possono essere fondate sulla ricerca ossessiva dell’approvazione altrui. Se vuoi vivere a tuo agio nel mondo, non puoi permettere al mondo di dettare i tuoi stati d’animo. Sii nulla, metti da parte il tuo ego ed impara a fregartene del giudizio degli altri.

Conclusioni

Questa settimana avrai sicuramente occasione per mettere alla prova questi 4 princìpi: magari ti capiterà di farlo mentre ti relazioni con il tuo partner, con un tuo amico o con un collega di lavoro. Poco importa.

 Se questo articolo ti è piaciuto, lascia un commento e condividilo con i tuoi amici!

Criticare è facile. Prova invece a metterti nei panni dell’altra persona: perché si sta comportando in questo modo? Quali sono i suoi trascorsi? Quali le sue ragioni? Se alla fine arrivi alla conclusione che hai a che fare con un emerito cohones, indovina chi è il pirla che ci sta ancora perdendo tempo…

 All’inizio dell’articolo mi parli di autostima e poi mi dici che sono una nullità?!

A volte il nostro ego possa essere di intralcio nel relazionarci efficacemente con gli altri. L’espressione “sii nulla” non significa certo che dobbiamo annullare la nostra personalità o diventare degli “zerbini” nei confronti degli altri. Come descritto in questo articolo, aggressività (palloni gonfiati) e passività (zerbini) non sono altro che due facce della stessa medaglia. Chi è aggressivo cerca l’approvazione degli altri attraverso la prevaricazione, chi è passivo ricerca esattamente la stessa cosa, ma lo fa attraverso la sottomissione.

 

Relazioni genuine in amore, in amicizia e nel lavoro non possono essere fondate sulla ricerca ossessiva dell’approvazione altrui. Se vuoi vivere a tuo agio nel mondo, non puoi permettere al mondo di dettare i tuoi stati d’animo. Sii nulla, metti da parte il tuo ego ed impara a fregartene del giudizio degli altri.

Conclusioni

Questa settimana avrai sicuramente occasione per mettere alla prova questi 4 princìpi: magari ti capiterà di farlo mentre ti relazioni con il tuo partner, con un tuo amico o con un collega di lavoro. Poco importa.

 Se questo articolo ti è piaciuto, lascia un commento e condividilo con i tuoi amici!

 Libro consigliato in merito a questa tematica, è sicuramente “Come trattare gli altri e farseli amici” di Dale Carnegie. Titolo che in italiano assume un significato quasi manipolatorio, ma che racchiude delle perle di sviluppo personale e sociale che mantengono intatta la loro validità a distanza di quasi un secolo dalla sua prima pubblicazione.

No alle critiche

non criticare, non condannare, non recriminare.

Siamo convinti che dire sempre la nostra, magari in maniera critica, sia un nostro diritto. Ci raccontiamo la storiella che lo facciamo per aiutare gli altri a migliorare.  Criticare serve solo ad appagare il nostro ego a darci una parvenza di superiorità. Ci nascondiamo dietro il politically correct delle critiche “costruttive”, ma la verità è che ci interessa soltanto far prevalere il nostro punto di vista.

Come sostiene lo stesso Carnegie, “la critica è inutile perché pone le persone sulla difensiva e le induce immediatamente a cercare una giustificazione. È inoltre pericolosa perché ferisce l’orgoglio di chi la riceve, la fa sentire impotente e suscita risentimento”. E questo accade sempre, anche se la critica è mossa con le migliori intenzioni.

Criticare è facile. Prova invece a metterti nei panni dell’altra persona: perché si sta comportando in questo modo? Quali sono i suoi trascorsi? Quali le sue ragioni? Se alla fine arrivi alla conclusione che hai a che fare con un emerito cohones, indovina chi è il pirla che ci sta ancora perdendo tempo…

 All’inizio dell’articolo mi parli di autostima e poi mi dici che sono una nullità?!

A volte il nostro ego possa essere di intralcio nel relazionarci efficacemente con gli altri. L’espressione “sii nulla” non significa certo che dobbiamo annullare la nostra personalità o diventare degli “zerbini” nei confronti degli altri. Come descritto in questo articolo, aggressività (palloni gonfiati) e passività (zerbini) non sono altro che due facce della stessa medaglia. Chi è aggressivo cerca l’approvazione degli altri attraverso la prevaricazione, chi è passivo ricerca esattamente la stessa cosa, ma lo fa attraverso la sottomissione.

 

Relazioni genuine in amore, in amicizia e nel lavoro non possono essere fondate sulla ricerca ossessiva dell’approvazione altrui. Se vuoi vivere a tuo agio nel mondo, non puoi permettere al mondo di dettare i tuoi stati d’animo. Sii nulla, metti da parte il tuo ego ed impara a fregartene del giudizio degli altri.

Conclusioni

Questa settimana avrai sicuramente occasione per mettere alla prova questi 4 princìpi: magari ti capiterà di farlo mentre ti relazioni con il tuo partner, con un tuo amico o con un collega di lavoro. Poco importa.

 Se questo articolo ti è piaciuto, lascia un commento e condividilo con i tuoi amici!

 Come relazionarsi con gli altri EfficaceMente

Se non hai incontrato l’amore hai mancato il punto. Sei nato, hai vissuto, sei morto, ma hai mancato il punto. E’ un fallimento assoluto. Non hai colto l’intervallo tra le due note. La via verso quell’esperienza consiste di quattro passi: ricordali. Il primo passo è: sii qui e ora. Perché l’amore è possibile solo nel qui e ora. Il passato e il futuro sono solo modi di evitare l’amore. Il secondo passo è: impara a trasformare i tuoi veleni in miele. Perché parecchi amano ma il loro amore è contaminato da veleni: odio, gelosia, ira, possessività. Terzo: condividi. Quando una cosa è negativa tienila per te, quando è positiva condividila. Di solito la gente fa il contrario. Quarto: sii nulla. Quando sei pieno di ego l’amore scompare. Così facendo vivrai nel modo giusto, ovvero vivrai nel mondo ma non permetterai al mondo di vivere in te.” (Osho)

 Libro consigliato in merito a questa tematica, è sicuramente “Come trattare gli altri e farseli amici” di Dale Carnegie. Titolo che in italiano assume un significato quasi manipolatorio, ma che racchiude delle perle di sviluppo personale e sociale che mantengono intatta la loro validità a distanza di quasi un secolo dalla sua prima pubblicazione.

No alle critiche

non criticare, non condannare, non recriminare.

Siamo convinti che dire sempre la nostra, magari in maniera critica, sia un nostro diritto. Ci raccontiamo la storiella che lo facciamo per aiutare gli altri a migliorare.  Criticare serve solo ad appagare il nostro ego a darci una parvenza di superiorità. Ci nascondiamo dietro il politically correct delle critiche “costruttive”, ma la verità è che ci interessa soltanto far prevalere il nostro punto di vista.

Come sostiene lo stesso Carnegie, “la critica è inutile perché pone le persone sulla difensiva e le induce immediatamente a cercare una giustificazione. È inoltre pericolosa perché ferisce l’orgoglio di chi la riceve, la fa sentire impotente e suscita risentimento”. E questo accade sempre, anche se la critica è mossa con le migliori intenzioni.

Criticare è facile. Prova invece a metterti nei panni dell’altra persona: perché si sta comportando in questo modo? Quali sono i suoi trascorsi? Quali le sue ragioni? Se alla fine arrivi alla conclusione che hai a che fare con un emerito cohones, indovina chi è il pirla che ci sta ancora perdendo tempo…

 All’inizio dell’articolo mi parli di autostima e poi mi dici che sono una nullità?!

A volte il nostro ego possa essere di intralcio nel relazionarci efficacemente con gli altri. L’espressione “sii nulla” non significa certo che dobbiamo annullare la nostra personalità o diventare degli “zerbini” nei confronti degli altri. Come descritto in questo articolo, aggressività (palloni gonfiati) e passività (zerbini) non sono altro che due facce della stessa medaglia. Chi è aggressivo cerca l’approvazione degli altri attraverso la prevaricazione, chi è passivo ricerca esattamente la stessa cosa, ma lo fa attraverso la sottomissione.

 

Relazioni genuine in amore, in amicizia e nel lavoro non possono essere fondate sulla ricerca ossessiva dell’approvazione altrui. Se vuoi vivere a tuo agio nel mondo, non puoi permettere al mondo di dettare i tuoi stati d’animo. Sii nulla, metti da parte il tuo ego ed impara a fregartene del giudizio degli altri.

Conclusioni

Questa settimana avrai sicuramente occasione per mettere alla prova questi 4 princìpi: magari ti capiterà di farlo mentre ti relazioni con il tuo partner, con un tuo amico o con un collega di lavoro. Poco importa.

 Se questo articolo ti è piaciuto, lascia un commento e condividilo con i tuoi amici!

La verità è che se non impariamo dapprima a star bene con noi stessi, difficilmente saremo in grado di star bene con gli altri. Un buon percorso di sviluppo personale non può dunque prescindere da una fase, più o meno prolungata, in cui dovremo investire considerevolmente sulla formazione del nostro carattere, delle nostre competenze, della nostra autostima. 

Tuttavia, come sosteneva, già nel 1600, il poeta inglese John Donne, “nessun uomo è un’isola“: essere capaci di relazionarsi con gli altri in maniera efficace è un tassello fondamentale per avere una vita piena e gratificante.

 Come relazionarsi con gli altri EfficaceMente

Se non hai incontrato l’amore hai mancato il punto. Sei nato, hai vissuto, sei morto, ma hai mancato il punto. E’ un fallimento assoluto. Non hai colto l’intervallo tra le due note. La via verso quell’esperienza consiste di quattro passi: ricordali. Il primo passo è: sii qui e ora. Perché l’amore è possibile solo nel qui e ora. Il passato e il futuro sono solo modi di evitare l’amore. Il secondo passo è: impara a trasformare i tuoi veleni in miele. Perché parecchi amano ma il loro amore è contaminato da veleni: odio, gelosia, ira, possessività. Terzo: condividi. Quando una cosa è negativa tienila per te, quando è positiva condividila. Di solito la gente fa il contrario. Quarto: sii nulla. Quando sei pieno di ego l’amore scompare. Così facendo vivrai nel modo giusto, ovvero vivrai nel mondo ma non permetterai al mondo di vivere in te.” (Osho)

 Libro consigliato in merito a questa tematica, è sicuramente “Come trattare gli altri e farseli amici” di Dale Carnegie. Titolo che in italiano assume un significato quasi manipolatorio, ma che racchiude delle perle di sviluppo personale e sociale che mantengono intatta la loro validità a distanza di quasi un secolo dalla sua prima pubblicazione.

No alle critiche

non criticare, non condannare, non recriminare.

Siamo convinti che dire sempre la nostra, magari in maniera critica, sia un nostro diritto. Ci raccontiamo la storiella che lo facciamo per aiutare gli altri a migliorare.  Criticare serve solo ad appagare il nostro ego a darci una parvenza di superiorità. Ci nascondiamo dietro il politically correct delle critiche “costruttive”, ma la verità è che ci interessa soltanto far prevalere il nostro punto di vista.

Come sostiene lo stesso Carnegie, “la critica è inutile perché pone le persone sulla difensiva e le induce immediatamente a cercare una giustificazione. È inoltre pericolosa perché ferisce l’orgoglio di chi la riceve, la fa sentire impotente e suscita risentimento”. E questo accade sempre, anche se la critica è mossa con le migliori intenzioni.

Criticare è facile. Prova invece a metterti nei panni dell’altra persona: perché si sta comportando in questo modo? Quali sono i suoi trascorsi? Quali le sue ragioni? Se alla fine arrivi alla conclusione che hai a che fare con un emerito cohones, indovina chi è il pirla che ci sta ancora perdendo tempo…

 All’inizio dell’articolo mi parli di autostima e poi mi dici che sono una nullità?!

A volte il nostro ego possa essere di intralcio nel relazionarci efficacemente con gli altri. L’espressione “sii nulla” non significa certo che dobbiamo annullare la nostra personalità o diventare degli “zerbini” nei confronti degli altri. Come descritto in questo articolo, aggressività (palloni gonfiati) e passività (zerbini) non sono altro che due facce della stessa medaglia. Chi è aggressivo cerca l’approvazione degli altri attraverso la prevaricazione, chi è passivo ricerca esattamente la stessa cosa, ma lo fa attraverso la sottomissione.

 

Relazioni genuine in amore, in amicizia e nel lavoro non possono essere fondate sulla ricerca ossessiva dell’approvazione altrui. Se vuoi vivere a tuo agio nel mondo, non puoi permettere al mondo di dettare i tuoi stati d’animo. Sii nulla, metti da parte il tuo ego ed impara a fregartene del giudizio degli altri.

Conclusioni

Questa settimana avrai sicuramente occasione per mettere alla prova questi 4 princìpi: magari ti capiterà di farlo mentre ti relazioni con il tuo partner, con un tuo amico o con un collega di lavoro. Poco importa.

 Se questo articolo ti è piaciuto, lascia un commento e condividilo con i tuoi amici!

Relazionarsi con gli altri

Nessun uomo è un’isola, completo in sé stesso; ogni uomo è un pezzo del continente, una parte del tutto.

Chi si avvicina alla crescita personale è spesso tacciato di individualismo. Formule del successo, obiettivi, tecniche del pomodoro: queste strategie sembrano ruotare attorno all’individuo, lasciando poco spazio alla cura delle relazioni.

La verità è che se non impariamo dapprima a star bene con noi stessi, difficilmente saremo in grado di star bene con gli altri. Un buon percorso di sviluppo personale non può dunque prescindere da una fase, più o meno prolungata, in cui dovremo investire considerevolmente sulla formazione del nostro carattere, delle nostre competenze, della nostra autostima. 

Tuttavia, come sosteneva, già nel 1600, il poeta inglese John Donne, “nessun uomo è un’isola“: essere capaci di relazionarsi con gli altri in maniera efficace è un tassello fondamentale per avere una vita piena e gratificante.

 Come relazionarsi con gli altri EfficaceMente

Se non hai incontrato l’amore hai mancato il punto. Sei nato, hai vissuto, sei morto, ma hai mancato il punto. E’ un fallimento assoluto. Non hai colto l’intervallo tra le due note. La via verso quell’esperienza consiste di quattro passi: ricordali. Il primo passo è: sii qui e ora. Perché l’amore è possibile solo nel qui e ora. Il passato e il futuro sono solo modi di evitare l’amore. Il secondo passo è: impara a trasformare i tuoi veleni in miele. Perché parecchi amano ma il loro amore è contaminato da veleni: odio, gelosia, ira, possessività. Terzo: condividi. Quando una cosa è negativa tienila per te, quando è positiva condividila. Di solito la gente fa il contrario. Quarto: sii nulla. Quando sei pieno di ego l’amore scompare. Così facendo vivrai nel modo giusto, ovvero vivrai nel mondo ma non permetterai al mondo di vivere in te.” (Osho)

 Libro consigliato in merito a questa tematica, è sicuramente “Come trattare gli altri e farseli amici” di Dale Carnegie. Titolo che in italiano assume un significato quasi manipolatorio, ma che racchiude delle perle di sviluppo personale e sociale che mantengono intatta la loro validità a distanza di quasi un secolo dalla sua prima pubblicazione.

No alle critiche

non criticare, non condannare, non recriminare.

Siamo convinti che dire sempre la nostra, magari in maniera critica, sia un nostro diritto. Ci raccontiamo la storiella che lo facciamo per aiutare gli altri a migliorare.  Criticare serve solo ad appagare il nostro ego a darci una parvenza di superiorità. Ci nascondiamo dietro il politically correct delle critiche “costruttive”, ma la verità è che ci interessa soltanto far prevalere il nostro punto di vista.

Come sostiene lo stesso Carnegie, “la critica è inutile perché pone le persone sulla difensiva e le induce immediatamente a cercare una giustificazione. È inoltre pericolosa perché ferisce l’orgoglio di chi la riceve, la fa sentire impotente e suscita risentimento”. E questo accade sempre, anche se la critica è mossa con le migliori intenzioni.

Criticare è facile. Prova invece a metterti nei panni dell’altra persona: perché si sta comportando in questo modo? Quali sono i suoi trascorsi? Quali le sue ragioni? Se alla fine arrivi alla conclusione che hai a che fare con un emerito cohones, indovina chi è il pirla che ci sta ancora perdendo tempo…

 All’inizio dell’articolo mi parli di autostima e poi mi dici che sono una nullità?!

A volte il nostro ego possa essere di intralcio nel relazionarci efficacemente con gli altri. L’espressione “sii nulla” non significa certo che dobbiamo annullare la nostra personalità o diventare degli “zerbini” nei confronti degli altri. Come descritto in questo articolo, aggressività (palloni gonfiati) e passività (zerbini) non sono altro che due facce della stessa medaglia. Chi è aggressivo cerca l’approvazione degli altri attraverso la prevaricazione, chi è passivo ricerca esattamente la stessa cosa, ma lo fa attraverso la sottomissione.

 

Relazioni genuine in amore, in amicizia e nel lavoro non possono essere fondate sulla ricerca ossessiva dell’approvazione altrui. Se vuoi vivere a tuo agio nel mondo, non puoi permettere al mondo di dettare i tuoi stati d’animo. Sii nulla, metti da parte il tuo ego ed impara a fregartene del giudizio degli altri.

Conclusioni

Questa settimana avrai sicuramente occasione per mettere alla prova questi 4 princìpi: magari ti capiterà di farlo mentre ti relazioni con il tuo partner, con un tuo amico o con un collega di lavoro. Poco importa.

 Se questo articolo ti è piaciuto, lascia un commento e condividilo con i tuoi amici!