Per il padre del bambino modenese, inoltre, c'è anche un motivo religioso dietro questa scelta: "Nello sviluppo e produzione di questi vaccini sono state utilizzate cellule fetali provenienti da feti abortiti volontariamente - ha aggiunto -, la nostra sensibilità religiosa ci impone di non voler avere nessun tipo di collegamento a questo". E alla giornalista che gli chiede se fosse disposto a una trasfusione di sangue di persone vaccinate in caso di emergenza, risponde: "Assolutamente sì, ribadisco che non abbiamo rifiutato niente - ha spiegato -, acconsentiamo ovviamente all'intervento ma anche alla trasfusione, semplicemente con questo criterio. La nostra è una scelta terapeutica, non si tratta di nessun tipo di rifiuto". Infine, conclude, dicendo di non volersi definire No vax, nonostante questa scelta: "Non ha senso questo discorso si vax, no vax, alimenta solo tensioni inutili e stupide. Non è questione di sì o no vaccino, naturalmente ci adeguiamo ai provvedimenti che sono stati presi, pur rimanendo nella convinzione che ci sia stata negata una nostra facoltà e dei nostri diritti e di quelli del bambino".