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Piemonte, Sicilia e Friuli verso l'arancione. Rischio rosso per la Valle d'Aosta

  • Con due ricoveri in più in terapia intensiva in Valle d'Aosta scatterebbe il lockdown con negozi e impianti di sci chiusi. Anche la Puglia verso la zona gialla
  • L’arancione è destinato a essere un colore a diffusione limitata se entreranno in vigore le norme, chieste a gran voce dalle regioni, che scomputano dai ricoveri nei reparti ordinari i pazienti in ospedale per cause diverse dal Covid che risultino positivi ai test per il virus SasrCoV2, ma asintomatici. La trattativa con il governo è in corso. E non si annuncia breve. Nel frattempo altre tre regioni (Piemonte, Friuli Venezia Giulia e Sicilia) si avviano a passare lunedì 24 gennaio in fascia arancione, avendo superato le soglie previste dalla legge (oltre 30% di pazienti Covid ricoverati nei reparti ordinari e oltre il 20% in terapia intensiva). E ad affiancare così la Valle d'Aosta, arancione dal 17 gennaio. Anche la Puglia va verso la zona gialla. Se il trend attuale sarà confermato venerdì dal monitoraggio dell’Istituto superiore di sanità (Iss), la prossima settimana solo quattro regioni (Basilicata, Molise, Sardegna e Umbria) resteranno in fascia bianca.

    Piemonte, Friuli Venezia Giulia e Sicilia verso l’arancione Il Piemonte, malgrado i 970 posti letto in più aggiunti nei reparti ordinari la scorsa settimana (che hanno evitato il cambio di colore), continua a registrare un significativo aumento dei ricoveri in area non critica. E ha numeri da zona arancione (30,3% nei reparti ordinari e 23,7 in terapia intensiva). Numeri da zona arancione anche per la Sicilia (dove i ricoveri sono al 36,4% in area non critica e al 20,2% in rianimazione) e per il Friuli Venezia Giulia (34,1% nei reparti ordinari e 24% nelle rianimazioni). Al limite la situazione in Abruzzo dove i reparti ordinari sono al 30,1% e le terapie intensive al 20 %.

    Lombardia, Calabria, Liguria e Marche a rischio La Calabria malgrado il 42,7% di ricoveri in area non critica resta in giallo grazie ai ricoveri in terapia intensiva in calo al 17,5% per cento (dopo aver comunicato alla cabina di regia 20 posti letto in più in terapia intensiva, saliti a quota 189). .A rischio la Lombardia (35,4% di pazienti Covid ricoverati nei reparti ordinari) che però grazie alle terapie intensive sotto la soglia del 20% dovrebbe restare gialla almeno per ancora una settimana. Sotto osservazione resta la Liguria (39,8% in area non critica) dove però il tasso di ospedalizzazione nelle terapie intensive è al 18,6 per cento. Da monitorare anche le Marche (28,5% in area non critica e 28,2% in rianimazione) e provincia autonoma di Trento (rispettivamente 29,2% e 23,3%).

    Valle d’Aosta in arancione ma rischia il rosso La Valle d’Aosta ha la percentuale più alta di ricoveri nei reparti ordinari (57,1%) ed è la prima regione in arancione per aver superato anche la soglia dei ricoveri nelle terapie intensive (24,2%). La situazione è molto delicata, perché con due ricoveri in più rispetto agli attuali otto la regione supererebbe la soglia del 30% e scatterebbe la zona rossa, ossia il lockdown con negozi, ristoranti e impianti sciistici chiusi. Oltre che il coprifuoco. E cresce la preoccupazione. «La zona rossa sarebbe una tragedia» dichiara il presidente della Regione, Erik Lavevaz. E aggiunge: «Chiediamo al Governo innanzitutto un diverso conteggio dei malati, che comprenda chi è ricoverato per il Covid e non con il Covid, ma soprattutto chiediamo la possibilità di avere una franchigia sui posti letto in ospedale». 

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