“Perché ha sparato!”. Ladro ucciso in casa: la notizia shock Cronaca

“Perché ha sparato!”. Ladro ucciso in casa: la notizia shock

Una vicenda drammatica ha colpito la comunità di Baldissero D’Alba, dove un uomo di 35 anni ha sparato nel corso di un presunto tentativo di furto, causando la morte di uno dei malviventi. L’episodio, avvenuto in una notte tra sabato e domenica, ha immediatamente richiamato l’attenzione delle autorità e suscitato molte domande.

Roberto Mollo

Roberto Mollo, autotrasportatore e residente nel paese, avrebbe fatto fuoco dieci volte contro un gruppo di ladri che cercavano di introdursi in un casolare in ristrutturazione vicino alla sua abitazione. Due proiettili hanno colpito uno degli intrusi, che è poi deceduto. Secondo le prime ricostruzioni, l’uomo avrebbe agito spinto dalla paura, impugnando un’arma detenuta legalmente per uso sportivo.

Dopo gli spari, Mollo ha contattato immediatamente i soccorsi telefonando al 112 e al 118. L’immobile teatro della sparatoria è stato sequestrato per consentire agli inquirenti di svolgere gli accertamenti necessari, che mirano a chiarire la dinamica esatta dei fatti.

Casolare in ristrutturazione

Indagini in corso, nessuna misura cautelare per il 35enne

Le indagini sono tuttora in una fase preliminare e la difesa sottolinea come ci siano ancora molti aspetti da approfondire. Fino a questo momento, Roberto Mollo non è stato interrogato e non sono state adottate misure restrittive nei suoi confronti.

Il suo avvocato, Piermario Morra, descrive il suo assistito come un uomo segnato dall’accaduto, sottolineando che si tratta di una persona incensurata e che un evento simile non aveva mai vissuto prima. Mollo è un giovane legato alla sua comunità, abituato a una vita tranquilla fatta di lavoro e rapporti consolidati.

Gli investigatori dovranno ricostruire dettagliatamente la sequenza degli spari e la posizione delle persone presenti al momento della sparatoria per comprendere pienamente quanto accaduto.

Indagini in corso

Le parole del procuratore e il racconto del fratello

Il procuratore di Asti, Biagio Mazzeo, ha commentato il caso evidenziando come sia plausibile che Mollo abbia agito per un senso di paura, ma ha anche ricordato che la perdita di una vita umana è un fatto grave che va valutato con attenzione. Attualmente, sono molte più le domande che le risposte, ha affermato.

Un contributo alla comprensione della situazione è arrivato dal fratello di Mollo, Giuseppe, che ha raccontato di aver trovato Roberto in preda al panico subito dopo aver udito rumori sospetti provenienti dall’esterno del casolare. Secondo lui, la reazione del 35enne è stata dettata proprio dal terrore e dalla confusione del momento, con i colpi sparati nel buio.

La famiglia della vittima chiede rispetto per il lutto

Dall’altra parte, i familiari di Gjovalin Lazri, il 36enne deceduto, hanno scelto di non rilasciare dichiarazioni pubbliche in questo delicato momento. La loro avvocata, Roberta Sisimbro, ha chiesto che venga rispettato il lutto e ha ricordato come sia fondamentale attendere gli esiti dell’inchiesta prima di esprimere giudizi.

La legale ha ribadito l’importanza di operare nel rispetto dello Stato di diritto, facendo riferimento alla Carta costituzionale e alla legge, sottolineando la necessità di attendere l’evolversi delle indagini per avere un quadro completo.

La tragedia ha aperto una fase investigativa che dovrà ricostruire con precisione ogni dettaglio della notte in cui è avvenuta la sparatoria: dalla posizione dei presenti, alla sequenza dei dieci colpi, fino alle circostanze che hanno portato all’uso dell’arma da parte di Mollo. Al momento, le indagini proseguono senza che siano state adottate misure cautelari nei confronti dell’autotrasportatore.

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