Sabrina Gigliotti, quarantenne residente a Ostia, è deceduta il 25 ottobre presso l'ospedale San Camillo di Roma, dopo circa sei settimane di sofferenza legata a una puntura che inizialmente era stata attribuita a un semplice insetto. Le cause precise della sua morte sono ancora in fase di accertamento, con l'ipotesi di un possibile morso da parte di un ragno violino. La famiglia ha sporto denuncia contro i medici per presunta negligenza, dando avvio a un'indagine giudiziaria per omicidio colposo e all'autopsia sul corpo della donna.
Il primo ricovero e la diagnosi iniziale
Tutto è cominciato quando Sabrina ha avvertito un gonfiore alla gamba destra e si è rivolta al pronto soccorso dell'ospedale Grassi di Ostia. I medici hanno diagnosticato una puntura d'insetto e le hanno prescritto una terapia antibiotica, dimettendola subito dopo. Tuttavia, nei giorni seguenti, le sue condizioni non sono migliorate, anzi, sono comparsi nuovi sintomi sempre più invalidanti.
Uno dei fratelli della donna ha raccontato ai carabinieri di Casal Palocco il progressivo peggioramento della sorella, che manifestava dolori lombari, alle articolazioni, bruciore a pancia e schiena. Questi segnali sono diventati via via più intensi e difficili da sopportare con il passare del tempo.
Il rapido aggravamento e il secondo ricovero
Dopo circa un mese dall'inizio dei problemi, Sabrina non riusciva più a camminare senza l'ausilio di stampelle. È stata quindi nuovamente ricoverata all'ospedale Grassi a causa di un forte dolore lombare. In seguito al ricovero, la situazione si è ulteriormente deteriorata: la donna ha iniziato a tossire in modo intenso. Un medico ha riconosciuto la gravità del quadro clinico, decidendo il trasferimento urgente in una struttura specializzata.
Trasferimento allo Spallanzani e diagnosi critica
Sabrina è stata trasportata d'urgenza all'ospedale Spallanzani di Roma, specializzato in malattie infettive. La direttrice del reparto ha comunicato ai familiari che la situazione clinica era estremamente grave, con necrosi e coinvolgimento di diversi organi vitali, tra cui cuore, reni e sistema circolatorio.
Successivamente, la paziente è stata assistita al San Camillo, dove è deceduta dopo una lunga agonia durata circa quaranta giorni dall'inizio dei sintomi.
Il sospetto morso di ragno violino
Tra le ipotesi valutate emerge quella del morso da ragno violino, un aracnide presente anche in Italia il cui veleno può, in rari casi, causare gravi complicazioni cutanee e sistemiche. Tuttavia, non è stato confermato che Sabrina sia stata effettivamente punta da questo ragno, né che ciò abbia determinato la sua morte.
Generalmente, i morsi di questo ragno non provocano conseguenze gravi, e le complicazioni più serie richiedono un'attenta valutazione medica. Solo gli esami autoptici e l'analisi dei documenti sanitari potranno chiarire il nesso tra la lesione iniziale e il rapido peggioramento delle condizioni della donna.
Denuncia e inchiesta giudiziaria
La famiglia di Sabrina ha presentato una denuncia per verificare eventuali ritardi diagnostici o negligenze durante il percorso di cura. La Procura ha aperto un fascicolo per omicidio colposo e ha disposto l'autopsia per accertare le cause del decesso.
Le indagini dovranno ricostruire ogni fase dell'assistenza sanitaria ricevuta, dalla prima visita all'ospedale Grassi fino ai ricoveri successivi. L'apertura dell'inchiesta non implica automaticamente responsabilità mediche, ma rappresenta un passo fondamentale per fare luce su una vicenda ancora avvolta da molte incognite.
Al centro dell'attenzione resta infatti la domanda se un intervento tempestivo e diverso avrebbe potuto salvare la vita a Sabrina Gigliotti.
