Salute

Paracetamolo e i rischi per la salute: nuovo studio evidenzia i pericoli

  • Recentemente, un'indagine condotta e pubblicata su Arthritis Care Research ha sollevato preoccupazioni sugli effetti collaterali del paracetamolo. Il rischio si accresce per alcune categorie di persone che assumono il farmaco per tempi estesi.

    paracetamolo effetti collaterali

    Cos’è il paracetamolo

    Il paracetamolo è ampiamente impiegato come analgesico e antipiretico, sia da solo che in combinazione con altri composti, in rimedi over-the-counter per il comune raffreddore o nel trattamento del dolore acuto e cronico. È maggiormente conosciuto in Italia con il nome di Tachipirina, ma è disponibile anche sotto altri brand.

    Gli effetti collaterali del paracetamolo

    Il rischio maggiore dell'uso del paracetamolo deriva dalla sua presenza in molteplici medicinali, portando facilmente a sovradosaggi. L'assunzione di dosi superiori a quattro grammi al giorno può essere nociva, in particolare per il fegato, e dosi tra i 10 e i 15 grammi possono essere fatali, causando epatite fulminante. È consigliato non superare i 2,5 grammi al giorno. Nuove ricerche hanno evidenziato i pericoli degli effetti collaterali del conosciuto analgesico.

    Lo studio

    Il ricercato lavoro pubblicato su Arthritis Care Research mostra che l'uso prolongato di paracetamolo nei soggetti anziani può causare complicazioni gravi come ipertensione e emorragie gastriche. Queste implicazioni sono particolarmente severe in pazienti che ricevono cure prolungate per patologie dolorose come l'osteoartrite. Le conclusioni hanno mostrato un'associazione tra l'uso esteso di questo principio attivo e un incremento nel rischio di seri problemi di salute, quali emorragie gastrointestinali, ulcere peptiche, malattie renali croniche, insufficienze cardiache o ipertensione. In una recente dichiarazione, l'epidemiologo Matteo Bassetti ha evidenziato: "È un farmaco molto utile nel trattamento della febbre da influenza, sopra i 38,5°. Ma attenzione alle dosi troppo elevate, superiori a 2,5-3 g al giorno, può provocare problemi al fegato, allo stomaco, a livello renale.

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