Sebastiano Sartori ha depositato l’atto di rinuncia al mandato presso la pm Menegazzo il 5 giugno, dopo aver incontrato Impagnatiello nel carcere di San Vittore. L’avvocato ha sempre sostenuto che, durante i colloqui con il suo cliente, quest’ultimo stava gradualmente prendendo consapevolezza delle sue azioni. Queste stesse parole sono state ripetute dall’avvocato mentre lasciava l’ufficio del procuratore.
Quando è stato contattato dall’AGI (Agenzia Giornalistica Italia) per commentare la sua decisione di non difendere più Impagnatiello, Sartori ha rilasciato alcune dichiarazioni brevi. Ha affermato che ha rinunciato al mandato per motivi legati al rapporto fiduciario e che tali motivi sono coperti dal segreto professionale. Quando gli è stato chiesto se avesse ricevuto minacce in quanto rappresentante legale di un omicida confessato come Impagnatiello, l’avvocato ha ribadito che la sua decisione è stata motivata dal rapporto fiduciario.
Questa nuova sviluppo solleva ulteriori interrogativi sul caso e sulla strategia di difesa di Impagnatiello. Senza un avvocato che lo rappresenti, sarà interessante vedere come si svilupperanno gli eventi legali futuri. Nel frattempo, l’attenzione si concentra sulla sua permanenza nel carcere di San Vittore, dove condivide la cella con un altro detenuto che avrebbe commesso un reato simile.