Un successo per la gauche
Di tutt'altro avviso la sinistra. La scelta di rivisitare il motto francese "libertà, uguaglianza, fratellanza" e aggiungere "sorellanza, parità e inclusione", è stata "la risposta migliore alla crescita del fascismo e dell'estrema destra, uno schiaffo agli oscurantisti".
I vescovi: derisione del cristianesimo
Le scelte fatte dal direttore artistico Thomas Jolly, regista teatrale che ha firmato la cerimonia, sono state quantomeno definite audaci anche dai vescovi francesi, che hanno diffuso un comunicato esprimendo profonda indignazione. "Questa cerimonia purtroppo comprendeva scene di derisione e di scherno del cristianesimo, che deploriamo profondamente", scrivono in un comunicato stampa co-firmato dagli organizzatori degli Holy Games, un programma della Chiesa cattolica per conciliare sport e fede. Il riferimento è al dipinto intitolato "Festa" che inizia con l'immagine di un gruppo a tavola, tra cui diverse drag queen, che ricorda appunto l'Ultima cena.
L'ideatore della cerimonia: "La nostra idea era inclusiva"
Il fiume di polemiche sollevate dopo lo show lungo la Senna ha spinto lo stesso direttore artistico Jolly a rivendicare la sua scelta. "La nostra idea era inclusiva - ha spiegato -. Il nostro obiettivo non era quello di essere sovversivi. Volevamo parlare di diversità. Diversità significa stare insieme. In Francia abbiamo la libertà di creazione, la libertà artistica. In Francia abbiamo la fortuna di vivere in un Paese libero. Siamo una repubblica. Abbiamo il diritto di amare chi vogliamo, abbiamo il diritto di non essere adoratori".