Il conflitto in corso nel Medio Oriente sta iniziando a riflettersi su aspetti della vita quotidiana che sembrano distanti dai campi di battaglia, come il costo dell'acqua minerale. L'aumento dei costi non riguarda solo l'energia o i trasporti, ma anche l'intera catena di produzione del packaging, inclusi bottiglie, tappi ed etichette, che influiscono direttamente sui prezzi al dettaglio nei supermercati.
Secondo le informazioni fornite da ANSA e rilanciate dal Codacons, si prevede un aumento dei prezzi al dettaglio che potrebbe arrivare a 5-6 centesimi per bottiglia da 1,5 litri, con un impatto finanziario che potrebbe superare i 606 milioni di euro all'anno per i consumatori italiani. Questo scenario potrebbe aggravarsi con l'arrivo dell'estate, periodo in cui la domanda di acqua e bevande aumenta notevolmente.

Acqua minerale: rincari e preoccupazioni sui rifornimenti
Le aziende produttrici di plastica e materiali per imballaggi hanno inviato comunicazioni ai produttori di bevande chiedendo una revisione immediata dei contratti esistenti, con la proposta di applicare sovrapprezzi o clausole di adeguamento straordinario. Queste richieste, se non accettate, potrebbero portare a ritardi o interruzioni nelle forniture, influenzando la disponibilità dei prodotti nei punti vendita.

La questione è ora oggetto di indagine da parte dell'Antitrust, su segnalazione del Codacons, che ha sollevato dubbi sulla legittimità di queste richieste e sulla possibile esistenza di pratiche speculative. La preoccupazione è che la crisi geopolitica possa essere utilizzata come pretesto per aumenti di prezzo eccessivi e generalizzati lungo tutta la filiera, trasformando anche l'acquisto di una semplice bottiglia d'acqua in un ulteriore onere economico per i consumatori italiani.