Ci si lasciamo talmente stordire dalle mille distrazioni cui possiamo ricorrere per “non sentire”, che alla fine ci troviamo completamente distratti da noi stessi e incapaci di costruire quel legame salvifico di consapevolezza profonda e silenziosa con noi stessi, con il nostro spirito, la nostra anima, il nostro vero io (o come preferiamo chiamarlo), che rappresenta invece una fonte infinita di ricchezza, vitalità e creatività.
Questa distanza coatta devitalizza e lascia morire di sete la nostra psiche, privandola della fonte di vita e nutrimento principale che è quella che passa attraverso il fuoco delle emozioni e, attraverso di esse, si purifica, si rafforza, si arricchisce e prende forma diventando desiderio, consapevolezza, pienezza di senso, azione finalizzata a nutrire.
Nella pienezza e nel coraggio del sentire non esistono più il vuoto, la noia e l’assenza di motivazione, di indirizzo e di desiderio profondo. Nel sentire non c’è spazio per i pensieri inutili, per le preoccupazioni distruttive, per le finte soluzioni e per le illusioni pericolose.