Ad allarmare i militari dell'Arma di una situazione difficile, sono stati i vicini di casa di Andriy, che impensieriti dalla condizione umana del 13enne, hanno fatto in modo che la sua storia fosse nota e fosse aiutato. «Vive da solo, lo sentiamo parlare ogni tanto, lo intravediamo dietro a una finestra e, quando gli portano la borsa della spesa, si affaccia circospetto alla porta di casa, e la ritira», la testimonianza dei vicini raccolta dal quotidiano di Treviso.
La storia intorno al bambino ucraino è indefinita. Non si sa perché la mamma non l'abbia portato con lei a Verona. Di fronte ai militari in divisa, Andriy non ha detto nulla, ma poi le indagini sono andate avanti e il 13enne è stato affidato ai servizi sociali, mentre la mamma, una donna ucraina di 48 anni è indagata per abbandono di minore, per cui rischia fino a 6 anni di reclusione. Certo la vita di Andriy, ora sarà meno solitaria, ma non per questo facile.