Il 3 febbraio, poco prima delle 17, Ylenia Musella, una giovane di 22 anni, è stata portata d'urgenza all'ospedale di Napoli. Arrivata in condizioni critiche, con evidenti segni di violenza sul corpo e una grave ferita da coltello alla schiena, è deceduta poco dopo il suo arrivo, nonostante gli sforzi dei medici per salvarla.
Il tragico evento ha avuto luogo nel rione Conocal di Ponticelli, un'area periferica di Napoli nota per il suo degrado e marginalità. Secondo le prime ricostruzioni, l'aggressione è avvenuta al culmine di una lite in una strada desolata e malandata, in un contesto familiare complesso e in un quartiere dove il crimine organizzato e il traffico di droga sono all'ordine del giorno.

Le indagini e la confessione del fratello
La polizia ha immediatamente concentrato le indagini sull'ambiente familiare di Ylenia. Giuseppe Musella, il fratello maggiore, è stato arrestato con l'accusa di omicidio volontario. Dopo la sua confessione, è stato trasferito nel carcere di Secondigliano. Gli investigatori ritengono che la lite domestica sia degenerata in un atto di violenza fatale.

La famiglia Musella viveva in condizioni di estremo disagio. Il padre è in carcere per omicidio e considerato un elemento di spicco del clan locale, mentre la madre ha avuto problemi con la legge per questioni di droga. Anche Ylenia aveva avuto in passato guai giudiziari. Nonostante le difficoltà, i due fratelli erano descritti come molto uniti, ma ultimamente erano emersi crescenti contrasti.
La Procura di Napoli, escludendo ipotesi legate alla criminalità organizzata o violenza di genere, si concentra su questo drammatico episodio domestico. Le ferite e i lividi sul corpo di Ylenia e le tracce di sangue trovate indicano che si era trascinata ferita per alcuni metri prima di essere soccorsa.

La morte di Ylenia ha riacceso l'attenzione su Conocal, un quartiere che soffre da tempo di abbandono e criminalità, dove le tragedie personali si svolgono spesso nell'ombra, fino a quando un evento tragico non costringe la comunità a confrontarsi con la realtà del degrado che continua a mietere vittime.