Compagna ha anche commentato il ritrovamento del DNA sui pedali della bicicletta, un elemento chiave che ha influenzato il processo contro Alberto Stasi, l'ex fidanzato della vittima. Ha sottolineato come i genitori abbiano esaminato numerose perizie per cercare la verità, contrariamente alla fretta dei media di giungere a conclusioni precipitose.
Nel frattempo, la famiglia ha intrapreso azioni legali per contrastare la diffusione di notizie false o diffamatorie. L'avvocato ha riferito di gravi accuse circolate online, come quelle che dipingevano Marco come un tossicodipendente o coinvolto in attività illegali, tutte rigorosamente negate e considerate diffamatorie.
Infine, il legale ha riflettuto sulle pesanti conseguenze personali che questa esposizione mediatica continua ha avuto su Marco Poggi. Nonostante le difficoltà, Marco ha scelto di vivere una vita normale, lavorando in Veneto e evitando il più possibile i riflettori, una scelta che, secondo Compagna, ha solo intensificato l'atteggiamento ostile nei suoi confronti.