Garlasco, ufficiali del Ris contestano le analisi di Garofano: “Insensate” News

Garlasco, ufficiali del Ris contestano le analisi di Garofano: “Insensate”

Per quasi due decenni, l'impronta numero 33 è rimasta un dettaglio marginale tra i vari elementi raccolti nella villetta di via Pascoli, luogo dell'omicidio di Chiara Poggi. Ora, questa traccia è tornata prepotentemente al centro delle attenzioni in una nuova indagine sul caso. Gli investigatori ritengono che potrebbe essere la 'firma' lasciata dall'assassino.

Recentemente, la Procura di Pavia ha rivolto nuovamente l'attenzione su questa impronta, attribuendola ad Andrea Sempio, amico del fratello di Chiara e nuovamente al centro delle indagini. Questa mossa rappresenta una svolta significativa rispetto alle conclusioni iniziali.

Per l'ex generale del Ris Luciano Garofano, questa traccia non sarebbe riconducibile a sangue o altro materiale organico legato all'omicidio. Nel 2025, Garofano e il dattiloscopista Luigi Bisogno hanno avanzato l'ipotesi che l'impronta fosse semplicemente il risultato dell'accumulo di sudore, una teoria sviluppata per contrastare le analisi dei consulenti tecnici della Procura, Nicola Caprioli e il tenente colonnello Gianpaolo Iuliano.

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