E anche il Super Green Pass, che tanto ha fatto discutere il governo generando contrasti e divisioni, presto potrebbe essere messo nel dimenticatoio. «Metteremo gradualmente fine all’obbligo di utilizzo del certificato verde rafforzato, a partire dalle attività all’aperto, tra cui fiere, sport, feste e spettacoli», ha proseguito Draghi. La guardia resterà alta, comunque vigile. «Continueremo a monitorare con attenzione la situazione pandemica, pronti a intervenire in caso di recrudescenze», assicura. Ma «il nostro obiettivo è riaprire del tutto, al più presto». Dal primo aprile il Pass, rilasciato solo a chi è in regola con i vaccini, non sarà più obbligatorio nemmeno per sedersi all'aperto in bar e ristoranti.
Invece al chiuso, almeno fino al 15 giugno, senza Super Green Pass non ci si potrà sedere, ma al massimo si potrà consumare velocemente un caffè o un drink al bancone. Il Green Pass non dovrebbe più essere necessario neanche negli stadi. Cinema, teatri, palestre, dovranno invece attendere, resteranno aperti solo a chi ha il Super Green Pass (possibile un passaggio al Green Pass base, con tampone negativo dunque).
Dal primo aprile bus e metro, treni regionali e ad alta velocità torneranno a viaggiare a capienza piena anziché all'80%. Per gli aerei da questo punto di vista non cambierà invece nulla, perché già oggi viaggiano al 100% dei posti occupati. Sembra però improbabile che subito dopo il 31 marzo verrà cancellato anche l'obbligo di Green Pass rafforzato sui mezzi di trasporto, urbani ed extraurbani. Che potrebbero tornare a essere accessibili anche ai non vaccinati a partire dal 15 giugno, se i contagi si ridurranno ai minimi termini e l'obbligo di vaccinazione degli over 50 sarà dunque abrogato.