Recentemente, sono emerse nuove informazioni sul caso di Nathan e Catherine, la coppia che vive nel bosco. Questi sviluppi riguardano principalmente le mosse legali intraprese e le richieste fatte ai giudici durante il processo in corso sulla loro idoneità genitoriale.
Contrariamente a quanto riportato da alcune fonti, gli avvocati della coppia, Danila Solinas e Marco Femminella, hanno negato qualsiasi richiesta di risarcimento. In una dichiarazione a Fanpage.it, l'avvocato Femminella ha sottolineato l'assenza di tali richieste e ha criticato le speculazioni infondate sulla loro storia, descrivendole come 'inqualificabili'.

Famiglia nel bosco, la richiesta di riunificazione familiare
La richiesta principale rimane quella del ricongiungimento familiare. La Corte d'Appello dell'Aquila è attesa a pronunciarsi il 21 aprile sulla petizione presentata dai legali. Intanto, Nathan ha recentemente preso possesso di una casa ecologica fornita dal Comune di Palmoli, un passo verso la riunificazione familiare.
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Nonostante l'opzione della nuova abitazione, Nathan ha espresso il desiderio di continuare a vivere nel bosco insieme a Catherine e ai loro animali, lasciando la casa disponibile per i loro tre figli, che da novembre sono ospitati in una casa famiglia a Vasto.
La decisione di chiedere il ricongiungimento è motivata dalla 'sofferenza psicologica significativa' subita dai minori a causa della separazione forzata. Lo psichiatra Tonino Cantelmi e la psicologa Martina Aiello, consulenti della coppia, hanno criticato il modo in cui i servizi sociali stanno gestendo il caso, evidenziando i rischi a lungo termine per la salute mentale dei bambini.