Al centro di questa crisi c'è Guido Oppido, il primario di cardiochirurgia pediatrica, la cui gestione è stata descritta come inaccettabile da coloro che hanno lavorato a stretto contatto con lui in momenti di grande responsabilità. La tensione accumulata si è trasformata in un documento ufficiale, una lettera firmata da molti professionisti che hanno messo in luce una comunicazione deficitaria e una crescente insicurezza.
La lettera, resa pubblica durante i funerali del piccolo Domenico, destinatario di un trapianto di cuore, evidenzia un grave disagio professionale e umano, compromettendo il benessere degli operatori sanitari e la sicurezza dei pazienti.
Il primario è stato accusato di comportamenti dannosi, che hanno instaurato una sfiducia reciproca e una palpabile insicurezza nell'ambiente lavorativo, portando a costante ansia, tremori, difficoltà di concentrazione, stress emotivo e burnout tra gli operatori.