La puntata di 'Dritto e Rovescio' trasmessa il 5 febbraio è stata pervasa da un'atmosfera di dolore e commozione. Sin dall'inizio, lo studio di Paolo Del Debbio ha risentito di un clima insolitamente grave, con un silenzio pesante e parole che sembravano faticare a emergere. Gli ospiti della serata, Simonetta e Giuseppe, sono i genitori di un ragazzo di 14 anni che si è suicidato a Latina dopo aver subito ripetuti episodi di bullismo.
Il racconto dei genitori ha rivelato una profonda rabbia, specialmente nel padre, che ha espresso un forte senso di ingiustizia. 'Avrebbero dovuto essere tutti licenziati. Non si parla di quanti altri ragazzi siano stati bullizzati in quella scuola, anche quattordici giorni dopo la morte di mio figlio è successo di nuovo,' ha affermato con tono duro, mettendo in discussione l'intero sistema scolastico. La madre ha sottolineato come l'isolamento di Paolo fosse evidente a molti, ma ignorato da tutti.

Nonostante la fragilità descritta dai media, Paolo era un adolescente con molte passioni e interessi, amante della musica e della pesca, come raccontato dal padre. Tuttavia, non riusciva a connettersi con i suoi compagni di classe, descritti dalla madre come appartenenti a 'due mondi diversi'.
Alcuni genitori dei compagni di classe hanno contattato i genitori di Paolo, confessando la loro paura di parlare. 'Hanno sequestrato i nostri telefoni, ora tutto è nelle nostre chat, la verità verrà fuori,' hanno detto, suggerendo l'esistenza di prove concrete del bullismo subito da Paolo.
Un episodio raccontato dal padre illustra il clima di quotidiana ostilità a scuola: un giorno, alcuni studenti disturbavano la lezione e, invece di punirli, la professoressa decise di punire l'intera classe. Questa decisione ha avuto gravi conseguenze per Paolo, esponendolo ulteriormente all'ostilità dei suoi compagni.
La sofferenza di Simonetta è palpabile e continua a crescere. 'Più vado avanti e più sto peggio. Ho iniziato la psicoterapia, mi aiuta momentaneamente, ma il dolore è costante,' ha condiviso con voce spezzata.
Paolo Del Debbio, visibilmente commosso, ha condiviso il suo turbamento: 'Stasera ho una rabbia dentro che spaccherei tutto.' La storia di Paolo è diventata simbolo di un sistema fallimentare, di adulti che hanno visto ma hanno scelto di ignorare, di coetanei che hanno isolato un ragazzo per la sua diversità, e di una famiglia che ora chiede giustizia.
La puntata si è conclusa con un appello a non ignorare i segnali di aiuto, sottolineando l'importanza di non lasciare cadere nel silenzio le storie come quella di Paolo. 'Quell'età è delicata, non si è più bambini ma non si è ancora adulti. È fondamentale prestare attenzione e agire,' ha concluso Del Debbio, invitando tutti a fare la propria parte.