Nel pomeriggio di sabato, il quartiere Prati a Roma è stato teatro di un corteo nazionale denominato "Remigrazione e Riconquista", promosso da un comitato omonimo che sostiene una proposta di legge popolare contro l'immigrazione irregolare. Con un percorso che ha toccato piazza della Libertà e piazza Risorgimento, a pochi passi da San Pietro, la manifestazione ha visto la partecipazione di diverse decine di persone, molte delle quali indossavano magliette nere e portavano tricolori, mentre le forze dell'ordine presidiavano attentamente la zona con numerosi mezzi schierati lungo il tragitto.
Gli organizzatori hanno dichiarato di aver raccolto oltre 150mila firme a sostegno della loro iniziativa e hanno espresso una posizione dura contro il fenomeno migratorio irregolare, chiedendo interventi severi per bloccare i flussi e per espellere i soggetti ritenuti criminali, condannando anche chi trae profitto da questa situazione. Durante l'avvio del corteo sono stati gridati slogan contro gli antifascisti e i comunisti. Luca Marsella, presidente del comitato, ha inoltre preso le distanze dalle affermazioni del generale Roberto Vannacci, sottolineando che il loro interesse sono i fatti concreti e non le dichiarazioni personali.
Contro-corteo antifascista al Verano: "Via il governo Meloni"
Parallelamente, da piazzale del Verano è partito un corteo di protesta organizzato da gruppi antagonisti, collettivi studenteschi e realtà sociali di diversa natura. Centinaia di persone hanno sfilato esponendo striscioni contro il governo e la proposta di remigrazione, con slogan come "Unite e uniti respingiamo razzismo, guerre e sfruttamento" e "Cacciamo il governo Meloni". Tra i partecipanti figuravano rappresentanti di Unione Sindacale di Base, Rete dei Comunisti, Potere al Popolo, movimenti per la casa, collettivi pro-Palestina, centri sociali e gruppi anarchici.
Uno degli organizzatori ha spiegato che la manifestazione voleva andare oltre una semplice risposta antifascista, affrontando temi come la guerra, lo sfruttamento e la situazione palestinese. Il corteo si è diretto verso Porta Pia, con l'intento simbolico di raggiungere la sede del ministro Matteo Salvini, per chiedere la sua immediata uscita dal governo. Dal camion di testa, una delle promotrici ha dichiarato chiaramente che non si trattava di una visita pacifica, ma di una protesta decisa e determinata.
La Cgil scende in piazza dal Colosseo
In contemporanea, la Cgil di Roma e del Lazio ha organizzato una terza manifestazione con partenza dal Colosseo, alla quale hanno partecipato anche l'Anpi nazionale, centri antiviolenza, sportelli per migranti e varie associazioni studentesche. Il segretario Natale Cola ha espresso il suo dissenso verso la manifestazione per la remigrazione nel quartiere Prati, definendo la piattaforma contraria ai principi della Costituzione e chiedendo alle forze politiche di concentrarsi sulle vere problematiche del Paese.
La giornata ha visto Roma blindata, con un intenso dispiegamento di forze dell'ordine a presidiare le zone interessate dai due cortei opposti, riflettendo così una città divisa tra visioni contrastanti su immigrazione e antifascismo.