Durante la prima udienza d'appello per la morte di Aurora Tila, avvenuta il 25 ottobre 2024, emerge una svolta significativa. Collegato da un istituto penale minorile di Catanzaro, l'ex fidanzato di Aurora, ora sedicenne, ha interrotto il suo silenzio iniziale confessando di aver causato la morte della ragazza: "Ho ucciso io Aurora, l'ho gettata dal balcone". Ha poi espresso rimorso per il suo atto e per aver tardato a confessare.
L'avvocato Emilio Malaspina, rappresentante legale della madre di Aurora, Morena Corbellini, ha riferito: "Abbiamo ascoltato le sue scuse, sia per il ritardo nella confessione sia verso la famiglia di Aurora. Tuttavia, riteniamo che questa confessione sia tardiva e non aggiunga nulla al processo già condotto da Procura e Tribunale. Non crediamo che influenzerà significativamente la riduzione della pena, che era chiaramente l'intento della confessione per ridurre i 17 anni stabiliti in primo grado".

Dettagli del femminicidio di Aurora Tila
Il ragazzo era stato originariamente condannato a 17 anni per omicidio volontario aggravato da stalking. Il Tribunale per i minorenni di Bologna aveva accettato la ricostruzione dei fatti secondo cui l'imputato aveva spinto Aurora oltre la balaustra del balcone al settimo piano, colpendola alle mani con le ginocchia mentre tentava di aggrapparsi. Testimonianze e messaggi avevano contribuito a formare un quadro probatorio già solido prima della confessione in appello.
Nei mesi precedenti al tragico evento, Aurora aveva vissuto un periodo di grande pressione, come evidenziato dai messaggi in cui chiedeva consigli su come gestire la relazione con il fidanzato. Il giorno prima del delitto, l'ex fidanzato aveva confidato a un amico il suo piano omicida e si era procurato un cacciavite.

Secondo quanto emerso in aula, l'ultimo messaggio inviato dal giovane a Aurora fu: "Domani l'ultima volta, poi mai più. Ti prometto che dopo non ti cercherò". Aurora sperava in una risoluzione pacifica, mentre i giudici ritengono che l'intenzione omicida fosse già ben definita. Il processo d'appello è stato rinviato al 10 settembre 2026, quando verrà valutato il comportamento del ragazzo durante la detenzione per decidere sulla sua condanna.