Alcuni numeri sembrano portare con sé una storia particolare, e nel mondo dell'aviazione, la fila 11 degli aerei è diventata simbolo di eventi sia tragici che miracolosi. Questo numero di posto ha guadagnato attenzione non per la comodità o l'ampiezza dei sedili, ma per essere stato il luogo di due eventi drammatici avvenuti a distanza di poco più di un anno l'uno dall'altro.
Da un lato, abbiamo l'unico superstite di uno dei più gravi disastri aerei recenti, dall'altro, un passeggero che ha quasi perso la vita essendo stato parzialmente risucchiato fuori da un finestrino. Entrambi i passeggeri erano seduti proprio nella fila 11, unendo queste due storie in un filo di sopravvivenza quasi miracolosa.

Il primo incidente avvenne il 12 giugno 2025, quando un volo Air India AI171, un Boeing 787 Dreamliner in rotta da Ahmedabad a Londra Gatwick, precipitò poco dopo il decollo, schiantandosi contro un edificio e causando la morte di 260 persone, tra passeggeri, equipaggio e vittime a terra. Tra i 242 a bordo, si salvò solo Vishwash Kumar Ramesh, un britannico di 40 anni, che viaggiava nel posto 11A, vicino a un'uscita di emergenza. La sezione della fusoliera dove si trovava si staccò, permettendo a Ramesh di scampare con ferite minori.

Un altro evento si verificò su un volo Ryanair operato da Malta Air, partito da Salonicco per Memmingen. Dopo un guasto al motore destro, dei frammenti colpirono e frantumarono un finestrino, causando una rapida decompressione. Un turista serbo di 61 anni, seduto al posto 11F, fu parzialmente risucchiato fuori, ma fu salvato dall'intervento tempestivo di sua moglie e altri passeggeri.

Questi episodi hanno reso la fila 11 un numero che incute timore per i legami con tragedie aeree, ma anche un simbolo di fortuna per le storie di sopravvivenza che vi sono legate. La percezione di questo posto è divisa tra il temere e il considerare fortunato, un dualismo che persiste nei racconti dei viaggiatori.