Sono esseri che fanno male, che attaccano attraverso un ricatto emotivo machiavellico basata sulla paura, aggressività e senso di colpa. Sembrano persone altruiste, ma in realtà nascondono interessi nascosti e profonde frustrazioni.

Si sente spesso dire che "chi gli fa del male lo fa perché a un certo punto della sua vita è stato ferito". Chiunque fosse ferito fa male. Tuttavia, sebbene dietro queste idee ci sia una vera base, c'è un altro aspetto che abbiamo sempre difficoltà ad ammettere: la malvagità esiste.

Le persone crudeli a volte hanno certe componenti biologiche che le spingono verso determinati comportamenti aggressivi. Non esiste alcun gene del male, ma ci sono alcuni aspetti biologici e culturali che possono propiziarlo.

La parte più complessa di questo tema è che molto spesso tendiamo a cercare etichette e patologie in comportamenti che semplicemente non rientrano nei manuali psicodiagnostici.

Gli atti dannosi possono verificarsi senza necessariamente avere una malattia psicologica di base. Tutti noi, ad un certo punto della nostra vita, abbiamo incontrato una persona con questo tipo di profilo.

Esseri che ci offrono lusinghe e attenzioni. Gente simpatica, con successo sociale, ma in privato delineano un'ombra scura e estesa. Nel profondo del loro cuore respirano crudeltà, mancanza di empatia e persino aggressività.

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