La città di New Orleans, con le sue note jazz che risuonano tra le strade, è stata testimone di una storia che ancora oggi rimane impressa nella memoria di molti. Era il gennaio del 1994, un mese che prometteva nuovi inizi, ma che per Romina Power segnò l'inizio di un lungo periodo di dolore per la scomparsa di sua figlia Ylenia Carrisi.
Ylenia, giovane e piena di vita, camminava verso un destino incerto, lontana dalle luci della ribalta che avevano caratterizzato la sua infanzia. In quei momenti di apparente libertà, un silenzio assordante prese il sopravvento, segnando l'inizio di un'attesa che dura da oltre tre decenni.

Recentemente, durante un'intervista su Rai Radio2, Romina Power ha condiviso alcuni dettagli commoventi e finora poco noti su quei giorni drammatici. Ha raccontato di come Sophia Loren, in un gesto di profonda umanità, la chiamò per offrirle sostegno, piangendo al telefono e parlando 'da mamma a mamma'. Questo episodio di solidarietà ha lasciato un segno indelebile nel cuore di Romina.
Romina ha anche espresso dubbi sulla versione ufficiale degli eventi, rifiutando di credere che sua figlia potesse essere saltata volontariamente nel Mississippi. Critica le indagini condotte, descrivendole come lacunose e limitate. Nonostante le autorità abbiano dichiarato la morte presunta di Ylenia nel 2014, Romina continua a sperare.

Descrivendo Ylenia come una ragazza brillante e un'ottima nuotatrice, Romina rifiuta di accettare la teoria dell'incidente fluviale. Ha inoltre espresso il desiderio di trasformare il suo dolore in un'iniziativa positiva, proponendo la creazione di una Fondazione dedicata alle persone scomparse, per supportare le famiglie che vivono tragedie simili e mantenere alta l'attenzione su casi che altrimenti potrebbero essere dimenticati.